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Cristiani non possono visitare Betlemme

Edizione del: 5 gennaio 2014

I Cristiani di Gaza vivono a soli 73 km da Betlemme, ma per la maggior parte di essi è impossibile festeggiare il Natale nel luogo in cui è nato Gesù, in quanto, come ogni anno, anche quest’anno il Governo israeliano ha respinto centinaia di richieste di visti inoltrati dalla Chiese Greco-Ortodossa e Cattolica.

Suzy e Samer, sono una giovane coppia Ortodossa. Lei ha 22 anni, lui 30, ed entrambi rientrano nel divieto di espatrio per i palestinesi fra i 16 e i 35 anni in occasione di feste religiose e per visitare i parenti residenti nella West Bank, tuttavia, da anni inviano la loro domanda per andare a Betlemme, anche se essa viene rifiutata.

Suzy racconta: “Speravamo di passare il Natale nella chiesa della Natività di Betlemme, ma purtroppo questo è impossibile per noi. Qui a Gaza è molto difficile festeggiare il Natale a causa della crisi economica e delle restrizioni di Hamas”.

Samer sottolinea che “poter andare a Betlemme è il sogno di ogni Cristiano di Gaza. Anche se geograficamente è molto vicino, nessuno di noi può entrare”.

Il Vescovo Greco-Ortodosso Alexios afferma: “Vivo a Gaza da oltre 12 anni. Sono stato testimone dei conflitti avvenuti nella Striscia e delle sanzioni imposte alla città e ai suoi abitanti. Lancio un appello alle potenze mondiali affinché facciano pressioni per consentire ai cittadini della Striscia di uscire ed entrare normalmente, perché l’amore è ovunque, ma dobbiamo vederlo nei nostri cuori”.

“Ogni anno – aggiunge – la nostra Chiesa raccoglie le richieste di permessi, ma non ha alcun potere sulle Autorità israeliane”.

Per il Prelato “sono la guerra e l’odio fra israeliani e palestinesi ad aver generato questa situazione che colpisce soprattutto i giovani”.

Jabr el-Jaldeh, Responsabile delle Relazioni Religiose della Chiesa Greco-Ortodossa di Gaza, afferma che “migliaia Cristiani di tutte le confessioni hanno presentato richieste di permessi di viaggio a Betlemme attraverso il Patriarcato di Gerusalemme per il 7 gennaio. Alcuni hanno ricevuto il visto, ma ben 214 giovani sono stati respinti perché la loro età era compresa fra 16 e i 35 anni”.

Per il 2013 il Governo Islamista di Hamas ha fatto alcune concessioni ai Cristiani, consentendo di addobbare alcuni negozi con decorazioni natalizie e di erigere un albero di Natale nella città colpita in questi giorni da una devastante alluvione che ha allagato la maggior parte della Striscia.

Tuttavia i festeggiamenti consentiti si limitano all’aspetto laico della festa, quelli religiosi sono confinati nelle chiese.

Lisa al-Souri, 20 anni e suo marito Tarek di 27 anni sono una coppia di Cattolici.

Come il resto dei giovani di Cristiani di Gaza hanno celebrato il loro ultimo Natale a Betlemme oltre 10 anni fa. Lisa fa però notare che ora è anche difficile festeggiare il Natale nella stessa Gaza.

“Nel 2005 – racconta – era stato eretto un grande albero illuminato nel centro della città e tutti partecipavano alle celebrazioni. Questo purtroppo risale a ben 8 anni fa. Il mio desiderio era festeggiare il Natale a Gaza come Cristiano di Gaza, come è sempre avvenuto in passato”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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