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Crisi: erogati 2.500 prestiti Cei

Edizione del: 25 maggio 2013

In quasi 4 anni, sono stati 2.500 i contributi erogati dalla Cei a famiglie e imprese, attraverso l’iniziativa “Prestito della Speranza” nata dall’intesa con l’Abi.

Dalla metà del 2009 a oggi, questa forma di microcredito, per un massimo di 6.000 euro da restituire in 60 mesi a tassi agevolati, ha visto come beneficiari disoccupati, cassaintegrati, artigiani e piccole imprese a rischio di fallimento.

In particolare nel biennio 2009-2010, il 46% delle richieste riguardava il Nord, il 21% circa il Centro, il 33% il Sud.

Inoltre, il 57% dei richiedenti era italiano.

Da un paio di anni a questa parte, invece, la percentuale di italiani è balzata a oltre l’80%, investendo per oltre il 62% il Mezzogiorno, soprattutto Campania e Sicilia.

A richiedere l’intervento del “Prestito della Speranza” sono per il 67% famiglie in cui la persona che ha perso il lavoro ha tra i 35 e i 54 anni.

Per don Adriano La Regina, Responsabile del “Prestito della Speranza”, “nonostante la sensibilità da parte anche degli operatori bancari, le banche ancora non investono sullo strumento del microcredito. E’ un ritardo, credo di natura culturale, che impedisce alle banche di pensare al microcredito come a uno dei segmenti della nuova economica, che può essere a vantaggio anche del profit, che la banca deve fare perché è anche un’azienda”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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