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Consiglio Europa: stop violenza contro fedeli

Edizione del: 29 aprile 2013

Basta alla violenza contro i fedeli delle comunità religiose, a cui va invece garantita protezione e uno spazio alla fede nella sfera pubblica.

Sono i punti chiave del rapporto sulla violenza nei confronti delle comunità religiose presentato al Consiglio d’Europa dall’ex Parlamentare italiano Luca Volonté.

Nel rapporto viene chiesto a tutti i 47 Stati Membri del Consiglio d’Europa di “assicurare l’effettiva protezione di tutte le comunità religiose, anche quelle minoritarie, e dei loro luoghi di preghiera”.

Inoltre si domanda che gli Stati “diano spazio alla fede nella sfera pubblica garantendo la libertà di pensiero in relazione alla salute, all’istruzione e all’Amministrazione Pubblica”, ma anche che assicurino il diritto all’obiezione di coscienza in relazione a questioni moralmente delicate.

Nel rapporto viene infine richiesto agli Stati di introdurre in tutti i loro accordi con Paesi terzi una clausola sulla democrazia che incorpori il rispetto della libertà di religione.

La risoluzione, firmata da Luca Volonte’ (Ppe), è stata approvata il 24 scorso praticamente all’unanimità.

Il voto favorevole è pero’ arrivato dopo l’approvazione di 32 emendamenti che hanno profondamente modificato la risoluzione originariamente preparata da Volontè e duramente criticata perchè, secondo molti, sbilanciata in favore dell’attenzione alle comunità cristiane

Attraverso i 32 emendamenti, nel testo sono stati inseriti interi paragrafi per ribadire che se gli Stati devono assicurare la libertà religiosa questo non pu essere fatto a scapito di altri diritti.

Lo Stato, ad esempio, deve garantire la liberta’ di coscienza al personale medico ma allo stesso tempo deve garantire l’accesso a determinate cure o interventi se questi sono previsti per legge.

Nella risoluzione sono stati aggiunti anche paragrafi che chiedono interventi concreti nei confronti dei paesi membri del Consiglio d’Europa che non rispettano la libertà religiosa, non ultimo l’Ungheria, e per il riconoscimento della persecuzione religiosa come valido motivo per concedere lo status di rifugiato.

Inoltre, e’ stato chiesto agli Stati di assicurare che la religione non possa mai essere invocata per giustificare la violenza contro le donne anche da parte dei membri della loro stessa comunità.

E’ stato invece respinto un emendamento con cui sei parlamentari turchi e azeri chiedevano che gli Stati considerassero come crimine le caricature e i film che mettono in ridicolo o insultano una religione.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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