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Consacrato l’Elemosiniere del Papa

Edizione del: 18 settembre 2013

Procurator pauperum a nome di Papa Francesco, per accogliere e servire le persone bisognose con lo stile della misericordia, è la nuova missione del neo Arcivescovo Konrad Krajewski.

E proprio Misericordia è il motto Episcopale scelto dal nuovo Elemosiniere di Sua Santità,  che ieri, martedì 17 settembre, è stato ordinato Arcivescovo nella Basilica di San Pietro.

A presiedere il rito, il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Conconsacranti l’Arcivescovo Piero Marini, già Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, e Monsignor Władysław Ziołek Vescovo Emerito di Łodź, diocesi di origine del nuovo Elemosiniere.

Rivolgendosi direttamente al nuovo Arcivescovo, il Cardinale Bertello ricorda subito come “questa Basilica di San Pietro” lo abbia visto, a lungo, servire 3 Papi come Cerimoniere Pontificio.

Quindi delinea così la missione dell’Elemosiniere: “Pochi giorni or sono Papa Francesco, durante la sua visita ai rifugiati, ospiti del Centro Astalli, ha spiegato cosa significa ‘servire’ per il Cristiano. E, sarei tentato di dire, ha tracciato le linee maestre dell’attività di Monsignor Corrado come suo Elemosiniere che, seguendo una tradizione risalente ai primi secoli della Chiesa di Roma, ha il compito di occuparsi dei poveri in nome del Papa. Servire — ha detto il Santo Padre — significa accogliere la persona che arriva, con attenzione; significa chinarsi su chi ha bisogno e tendergli la mano, senza calcoli, senza timori, con tenerezza e comprensione, come Gesù, che si è chinato a lavare i piedi agli Apostoli. Servire significa lavorare a fianco dei più bisognosi, stabilire con loro prima di tutto relazioni umane, di vicinanza e di solidarietà”.

Secondo il Cardinale Bertello, “la predicazione della parola non raggiunge il suo fine, se non è accompagnata dalla coerenza personale. Missione e vita si uniscono in maniera tale che non si può pensare ad esse come a 2 cose distinte: noi Vescovi siamo la nostra missione e se non viviamo ciò che predichiamo, trasmettiamo un messaggio contraddittorio ai nostri fratelli perché solo in nome di un’esistenza quotidiana plasmata sul Vangelo, e a partire da essa, è possibile intraprendere il mandato dell’annuncio. Diceva Sant’Ilario che la dottrina deve essere l’ornamento della vita e la vita l’ornamento della dottrina!”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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