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Clericus Cup: vince North American Martyrs

Edizione del: 23 maggio 2013

La Clericus Cup resta “stars and stripes”: secondo scudetto Pontificio consecutivo per i North American Martyrs che hanno battuto di misura il Mater Ecclesiae e restano campioni.

Capitan Nelson ha ricevuto dalle mani di don Alessio Albertini, il Consulente Ecclesiastico del Csi la Coppa e la festa Usa ha avuto inizio.

Anche il settimo sigillo sulla Clericus Cup – il campionato di calcio per Seminaristi e sacerdoti, organizzato dal Centro Sportivo Italiano con il patrocinio dell’Ufficio Sport della Cei, del Pontificio Consigli per i Laici e del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano – si è chiuso con la vittoria statunitense.

Il più festeggiato è stato Andrew Mattingly, mattatore dell’incontro grazie anche alla complicità del capitano del Mater Ecclesiae, il colombiano John Fredy Borrero, incerto nel contrasto che alla metà esatta della ripresa ha portato al gol scudetto.

Mattingly, nato a Kansas City, nel Missouri, è Seminarista al secondo anno di Teologia, grande appassionato di freesbee.

A fine partita ha dedicato il gol alla Vergine Maria e svela il segreto della sua squadra, sempre tra le big del campionato organizzato dal Csi: “Giochiamo insieme due volte alla settimana nel nostro campo al Collegio, quindi ci conosciamo bene. E poi c’è la fede che ci unisce ancora di più. Prima di ogni allenamento abbiamo un momento di riflessione e preghiera collettiva”.

Al settimo cielo anche Mark Paver, il gigante inglese di Manchester e tifoso dei Red Devils, premiato come miglior giocatore del torneo.

Felice ed emozionato David Santos, leader storico dei Nam, sabato per l’ultima volta alla Clericus Cup dopo tanti anni: “Me ne torno negli Stati Uniti. Andrò in una parrocchia a Newark, nel New Jersey. E’ stato bellissimo vincere di nuovo”.

Felicissimo per il bis anche il Rettore del Collegio gianicolense, Monsignor James Checchio, presente come in tutte le finali accanto ai suoi ragazzi. “Dopo due sconfitte nelle prime due finali, ora due vittorie che ci volevano”.

I Martyrs infatti hanno disputato ben 4 finali negli ultimi 5 anni. Escono a testa alta i sudamericani del Mater Ecclesiae, che hanno disputato un ottimo campionato.

Non a caso tra i celesti sono stati premiati in due. Leo Luciani come miglior allenatore insieme ad Albert Koetlisi del Collegio Urbano.

Essendo laico non ha potuto ricevere nessuna stola sacerdotale, ma si è accontentato dell’ovazione di tutti. “Eravamo in partita fino all’errore di Fredy, non abbiamo giocato male, anzi. Ma eravamo di fronte a una grande squadra…”, il suo commento alla fine.

L’altro premiato, ovviamente, è stato Joao Kalevski, capocannoniere della Clericus Cup per la seconda volta, quest’anno grazie alle 4 doppiette ed alle 8 reti totali.

Un pò di rammarico per il brasiliano, mai riuscito ad alzare la coppa, che non risparmia critiche ai suoi compagni: “Lo schema era sbagliato, ero solo in attacco, i centrocampisti erano troppo indietro rispetto a me”.

La finale è stata combattuta ma non spettacolare . Tifo colorato e caloroso sugli spalti, già riscaldati da un sole estivo.

Accanto ai soliti supporters dei SuperMartyrs statunitensi, presente una folta rappresentanza di tifosi della Celeste, con palloncini bianco celesti, come la maglia della loro Mater.

Come tradizione, oltre ad un riconoscimento a ciascuna delle 16 formazioni iscritte, assegnati dei riconoscimenti individuali.

Don Alessio ha donato delle stole sacerdotali con i 4 colori della Liturgia, per non dimenticare anche su un rettangolo verde l’orizzonte ecclesiale come principale e prioritario impegno di vita e di studi per i presbiteri.

La stola bianca al collo del miglior tecnico, Albert Koetlisi, allenatore – giocatore del Collegio Urbano, la scorsa settimana ordinato Diacono nel suo Collegio dal Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide.

La stola viola come miglior portiere del torneo, è di Samuel Piermarini , estremo difensore del Redemptoris Mater; al miglior giocatore dell’anno, Mark Paver dei Martyrs, la stola rossa , mentre la stola verde, è finita, nonostante le polveri bagnate in finale sulle spalle del bomber brasiliano del Mater Ecclesiae, Joao Kalevski, 8 gol totali.

Alla Clericus Cup 2013 hanno partecipato 355 Seminaristi o sacerdoti, con passaporto di 56 nazioni al mondo : Il Messico è il paese più rappresentato con 46 atleti, davanti a Italia e Usa con 29 giocatori iscritti.

54 i cartellini estratti dagli arbitri del Csi : tre rossi, il primo allo spagnolo don Alberto Rajoy, 50 gialli, ed un solo azzurro, espulsione temporanea di 5 minuti.

E’ stata un’edizione che ha attraversato due Pontificati.

Iniziata con Ratzinger Pontefice, la Clericus si è fermata, dopo le dimissioni di Benedetto XVI nel primo week end di Soglio Pontificio Vacante.

Sugli spalti festa grande e striscioni per Jorge Mario Bergoglio da tutte le squadre, in particolare dagli argentini del Verbo Incarnato, dai Seminari della diocesi romana – Seminario Romano e Redemptoris Mater – e dai Gesuiti della Gregoriana.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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