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Cina: morto Vescovo Luxian

Edizione del: 1 maggio 2013

Il Vescovo ufficiale di Shanghai, Mons. Aloysius Jin Luxian, è morto sabato all’età di 97 anni.

Gesuita, fra le personalità più importanti della Chiesa Cinese, ha trascorso 17 anni in carcere e altri 10 in semilibertà a causa della sua fedeltà al Papa, ma poi ha raggiunto la Chiesa ufficiale controllata dallo Stato.

Recentemente si era riconciliato con la Santa Sede.

Asia News, l’agenzia stampa del Pontificio Istituto per le Missioni Estere, lo descrive come “personalità molto controversa, spesso accusata di essere troppo ‘patriottica’ e amica del regime”, ma anche come un uomo “che ha contribuito allo sviluppo della Chiesa in modo determinante”.

Nato a Shanghai in una famiglia Cattolica da generazioni, Jin è sempre stato diviso fra la fedeltà alla Chiesa e il rapporto con il suo Paese.

Nel 1955, quando era già prete, fu arrestato assieme a centinaia di laici e sacerdoti.

Tenuto in isolamento per cinque anni e poi condannato ad altri 18, fu rilasciato in semilibertà nel 1972.

Allora, vi furono voci secondo cui Jin avrebbe “parlato troppo” con la polizia, anche se non vi furono prove.

Definitivamente libero nel 1982, con la modernizzazione di Deng Xiaoping, Jin venne scelto per aprire un Seminario a Sheshan e poi, nel 1985, come Vescovo Ausiliare di Shanghai, senza mandato del Papa.

Diventato Vescovo Ordinario nel 1988, Mons. Jin s’impegnò con energia nel suo compito.

Ma rimase all’interno della Chiesa Patriottica controllata dello Stato, mentre il Vescovo scelto dal Papa, Mons. Gong, uscirà dal carcere solo nel 1985 e morirà poi in esilio negli Stati Uniti.

Nel 2005, Jin si riconcilia con il Papa.

E nel 2012, la Chiesa di Shanghai procede alla nomina di Taddeo Ma Qin come Vescovo Ausiliare con Mandato Papale e l’accordo di Pechino, con l’intesa che sia poi il Successore di Jin.

Monsignor Ma non ha però voluto aderire alla Chiesa Patriottica e il regime lo ha posto in isolamento nel Seminario di Shenshen.

La vicenda umana e religiosa di Monsignor Jin s’inserisce nel difficile rapporto fra la Chiesa Cattolica e la Cina dove, accanto alla Chiesa Patriottica controllata dallo Stato, che conta cinque milioni di fedeli, esiste una Chiesa clandestina fedele al Vaticano seguita da almeno il doppio di persone.

E dove la nomina dei Vescovi rimane uno dei principali nodi da sciogliere per poter giungere in futuro a rapporti diplomatici fra Cina e Vaticano.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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