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Cile: Incontro Arciv. Ezzati e Bachelet

Edizione del: 23 dicembre 2013

Primo faccia a faccia tra il Presidente della Conferenza Episcopale Cilena, Arcivescovo Ricardo Ezzati Andrello, e la neo-eletta Presidente del Cile Michelle Bachelet.

Quindici minuti di colloquio in cui l’Arcivescovo di Santiago del Cile ha illustrato le proposte della Chiesa per il futuro del Paese.

“La Chiesa Cattolica – ha detto il Presule – non è un’Istituzione politica, ma la politica e la Chiesa hanno gli stessi destinatari, che sono gli uomini e le donne del Cile e quindi il popolo cileno ci interessa e, come sempre, partendo dalla nostra identità, siamo pronti ad appoggiare lo sviluppo integrale di tutte le persone”.

Riferendosi in particolare ai controversi temi dell’aborto e del matrimonio omosessuale affrontati durante la campagna elettorale, Mons. Ezzati ha affermato che le proposte della Chiesa “evidenziano che il rispetto e la promozione della vita, riguarda molti altri problemi come il lavoro, l’alloggio, l’educazione e il rispetto degli anziani, tra gli altri”.

“Per la Chiesa – ha puntualizzato – i temi valoriali non sono solamente 2, ma sono strettamente legati a quei valori che permettono il pieno sviluppo e realizzazione della vita umana”.

Riferendosi al basso flusso di votanti al ballottaggio di domenica 15 dicembre, Mons. Ezzati ha affermato di rispettare la libertà di coloro che hanno scelto di non votare, aggiungendo però, che “il bene comune, che è un diritto, è costruito con il contributo di tutti”.

Egli ha quindi concluso con l’auspicio che “una vera e propria educazione civica, una concezione alta della politica, la costruzione della polis, diventino un vero patrimonio per tutti gli uomini e donne del Cile”.

In vista della tornata elettorale, a novembre i Vescovi del Cile avevano pubblicato un messaggio per esortare i cittadini cileni ad esercitare con coscienza il proprio diritto di voto e i politici a contribuire allo sviluppo sociale del Paese.

Nel documento i Presuli avevano richiamato l’attenzione dei fedeli su 3 punti: la difesa incondizionata della vita dal concepimento fino alla morte naturale, quindi contro le aperture delle 2 candidate a una possibile modifica dell’attuale Legge sull’aborto; la tutela della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, contro l’ipotesi di legalizzare i matrimoni omosessuali, alla quale si è detta favorevole la vincitrice.

Infine, il messaggio richiamava l’attenzione sul tema della giustizia sociale.

“La società cilena – denunciava il messaggio – continua a essere ferita da vergognosi divari che escludono migliaia di concittadini dalle condizioni necessarie per il loro sviluppo integrale, una realtà che non riguarda solo i settori più poveri e vulnerabili, ma anche la classe media”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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