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Chiesa: no a funerali per Priebke

Edizione del: 15 ottobre 2013

Il Cardinale George Cottier, parlando della morte di Erich Priebke e della polemica sui funerali negati, sottolinea che “esiste la misericordia anche per i grandi peccatori perché per Dio siamo tutti peccatori. Spero solo che nell’ultimo istante della sua vita quest’uomo abbia avuto modo di ricredersi e pentirsi ma noi non sapremo mai se ciò é avvenuto, Dio sì  e solo così Dio può perdonare”.

“Se una persona muore compiendo un atto criminale particolarmente nefando allora ci si può porre l’interrogativo se accordargli o meno il funerale ma in questo caso si tratta di crimini orrendi e gravissimi ma avvenuti lontano nel tempo. Tutti gli uomini hanno bisogno delle preghiere”.

“Ovviamente in casi simili – aggiunge – si prendono però alcune precauzioni, come quella di evitare una sepoltura solenne, garantendo magari un rito semplicissimo, sobrio, senza creare scandalo tra i fedelì”.

“Penso che se si dovesse rifiutare la sepoltura a tutti quelli che hanno fatto tanto male in vita sarebbe come anticipare il giudizio di Dio”.

I funerali di Erich Priebke diventano un caso che supera i confini nazionali e le dottrine religiose, con provocazioni, rifiuti, annunci e dietrofront.

Si é pensato a una chiesa protestante a Roma o di farli fuori della Capitale.

Dopo l’ok per la traslazione della salma, l’avvocato di Priebke si é rimesso alle stesse istituzioni per la decisione sul luogo e le modalità.

Una delle alternative per la tumulazione potrebbe essere invece la scelta nel comune di Fondachelli Fantina, in provincia di Messina, che si é reso disponibile.

Il Vicariato di Roma ha precisato che non é stata negata la preghiera per il defunto, ma è stata decisa una modalità diversa da quella abituale, riservata e discreta.

La proposta sarebbe stata però rifiutata da Paolo Giachini, legale di Priebke.

“Non abbiamo negato alle persone vicine a Priebke la possibilità di celebrare la preghiera e l’invocazione della misericordia nella casa del defunto”, ha spiegato il Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma,  Cardinale Agostino Vallini.

“Di sicuro – ha specificato il legale – per non dare adito a speculazioni, il funerale non si svolgerà mercoledì prossimo”, giorno in cui ricorre il 70esimo anniversario della deportazione nel ghetto di Roma.

Anche il luogo dove seppellire la salma resta un giallo, ma l’ipotesi più concreta sembra un cimitero vicino Messina.

Attraverso un fax giunto in Campidoglio, il comune di Fondachelli Fantina, nella provincia siciliana, ha manifestato la sua disponibilità a tumulare la salma. Anche perché i “no” si moltiplicano.

Da Hennigsdorf, la cittadina pochi chilometri a nord di Berlino che ha dato i natali all’ex capitano delle SS, è arrivato uno dei tanti rifiuti. Anche il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, ha spiegato che non sarebbe tecnicamente realizzabile la sepoltura nel suo Comune, dal momento che “il cimitero tedesco ospita solo militari caduti in guerra”.

Una serie di rifiuti che ha comunque scatenato la provocazione di Jorge, figlio di Priebke, che abita in Argentina: “Dove dovrebbe essere seppellito mio padre? Per me anche in Israele – ha detto – così sono contenti…”.

Pronta la replica della Comunità Ebraica di Roma: “Quelle parole – ha detto il Presidente Riccardo Pacifici – hanno il sapore intriso di quell’humus culturale che non smentisce ciò che ha anche affermato Priebke nel suo testamento”.

Fonti del Ministero degli Esteri israeliano chiudono il capitolo: “Il figlio? Non merita alcun commento”.

Il Codice di Diritto Canonico in tema di esequie é molto chiaro: a fare luce sul tema é don Davide Scito, esperto di Diritto Canonico all’Università Pontificia della Santa Croce: “la misericordia di Dio è per tutti ed è sempre più grande. Non siamo noi a dover giudicare”.

I Canoni 1183-1185 dicono che oltre ai battezzati hanno diritto alla cerimonia funebre i bambini morti prima di essere battezzati, i battezzati iscritti alla Chiesa non cattolica; off limits invece il funerale religioso se non c’é stato un pentimento da parte di apostati o eretici.

“Beninteso – spiega don Scito – a patto che il diretto interessato non abbia espresso parere contrario in punto di morte. Ma nel dubbio non si nega a nessuno la cerimonia funebre religiosa. Il problema é non strumentalizzare gli atti di religione per altri fini. La Chiesa è sempre aperta”.

L’esperto di Diritto Canonico ricorda un episodio su tutti: “Il Cardinale Schuster mandò don Giovanni Barbareschi a benedire la salma di Mussolini. Non si deve mai forzare la coscienza di nessuno – evidenzia – ma Dio è buono e la sua misericordia è sempre grande”.

Erich Priebke non si è mai pentito per l’eccidio di tanti civili ma, per dirla con Don Sergio Mercanzin, direttore di Russia Ecumenica, “i funerali possono essere un’occasione da non perdere. Può essere un momento di insegnamento. Io celebrerei i suoi funerali, augurandomi che Priebke possa essersi pentito dopo la morte. Che si metta davanti alla sua coscienza. C’è anche un tempo per l’anima e comunque ci si deve sempre rimettere al giudizio di Dio, non al nostro”.

Di sicuro i funerali di Priebke non si celebreranno nella parrocchia vicino all’abitazione dell’ex capitano delle SS, nel quartiere Aurelio a Roma.

Il Parroco della chiesa di San Pio V, don Donato Le Pera, assicura: “non ci celebreranno qui i funerali. In ogni caso, non dovrebbe essere una cerimonia solenne, ma nei limiti della preghiera che si deve ad un morto”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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