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Chiesa: le sfide evangelizzatrici

Edizione del: 7 novembre 2013

Qualcuno ha scritto che Chiesa Cattolica è come la Fiat-Chrysler: langue in Italia e in Europa, rivà forte negli Stati Uniti, ed ha il più promettente mercato nel resto del mondo.

Secondo gli ultimi sondaggi e censimenti la nazione che oggi ha il più alto numero di cattolici è il Brasile, con oltre 134 milioni, più che l’Italia, la Francia e la Spagna messe assieme.

Lì il Cattolicesimo è riuscito a far fronte a una “concorrenza” agguerrita, che nei decenni passati ha inferto seri colpi. Quando era in voga la teologia della liberazione i fedeli non si convertirono in massa al suo verbo e in milioni passarono alle nuove Chiese pentecostali, con le loro celebrazioni festose, la musica, il canto, le guarigioni, il linguaggio ispirato.

Oggi questo esodo si è arrestato.

Anche nella Chiesa Cattolica i fedeli trovano quel “calore” di partecipazione e quella fermezza di dottrina che tre, quattro secoli fa fecero il successo delle missioni dei Gesuiti tra gli Indios.

In Asia, come ad esempio nella Corea del Sud i Cattolici aumentano con ritmi stupefacenti, con ogni anno decine di migliaia di nuovi battezzati adulti.

Nella capitale Seul i cattolici sono oggi il 15%, quando solo mezzo secolo fa neppure esistevano.

Sembra che la Chiesa Cattolica Coreana si sia data l’obiettivo di convertire entro il 2020 il 20% per cento della popolazione:

In questo continente le Filippine sono l’unica nazione nella quale i Cattolici sono maggioranza, con 76 milioni di fedeli.

Ma oltre che in Corea, il Cattolicesimo è in crescita in vari altri paesi, soprattutto dove è perseguitato, come in Cina.

Qui le stime sul numero dei Cristiani, Cattolici e non, oscillano da un minimo di 16 milioni a un massimo di 200.

Rodney Stark, studioso tra i più accreditati, individua in 70 milioni la cifra più realistica.

Le donne si convertono in misura doppia degli uomini.

E le conversioni sono più frequenti nelle città, soprattutto tra i ceti emergenti e più agiati.

Chi visita le Università cinesi resta sorpreso dal clima che vi si respira, più palpabilmente cristiano che in tante università occidentali.

Passando all’Africa nel Sahara, nell’ultimo secolo, i Cattolici sono passati da meno di 2 milioni a 130 milioni, con un impeto missionario che non ha precedenti nei 2 mila anni di vita della Chiesa.

Il carattere più sorprendente di questa espansione è che essa è partita dall’Europa proprio mentre la Chiesa lì ansimava, sotto l’incalzare di una cultura e di poteri ostili al Cristianesimo.

Negli Stati Uniti, la Chiesa Cattolica ha resistito meglio delle Chiese Protestanti storiche all’avanzata della secolarizzazione proprio dove ha rifiutato di allinearsi alle culture e ai modi di vita dominanti.

E oggi appare molto più attiva sulla scena pubblica non solo per i nuovi Vescovi  che la guidano, ma anche per la presenza tra i suoi fedeli di schiere sempre più numerose di immigrati dall’America latina.

Per Benedetto XVI la Chiesa degli Stati Uniti è la prova che lo spegnimento della Fede non è il destino ineluttabile dell’Occidente.

In questo scenario, la metamorfosi in atto nel Cattolicesimo mondiale è tale cheè importante tenere presente chi può essere il giusto “condottiero” a condurre la Navicella di Pietro.

 Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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