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Chiesa inglese lancia Banca Etica

Edizione del: 2 ottobre 2013

La Chiesa d’Inghilterra mantiene la promessa: l’Arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, aveva annunciato investimenti in una Banca Etica e questi sono arrivati puntuali.

La Chiesa è infatti parte di un Consorzio di investitori della City che ha acquistato per 600 milioni di sterline 314 sportelli di Royal Bank of Scotland, Rbs, il colosso “salvato” dall’intervento dello Stato nel 2008.

Secondo la stampa britannica, il nuovo Istituto porterà il nome della Williams & Glyn’s Bank, chiusa nel 1985 e rilevata proprio da Rbs.

Lo spirito di questa operazione è stato spiegato dai Church Commissioners, Organismo che gestisce gli investimenti della Chiesa: “La nuova Società opererà secondo gli standard etici più alti”.

Questo si dovrebbe tradurre in maggiori finanziamenti alle piccole Imprese, prestiti convenienti, fondi alle Comunità e un tetto ai bonus dei Manager.

A luglio il Primate della Chiesa Anglicana aveva proposto di creare un sistema di cooperative di credito “etiche” per scalzare le Agenzie “mordi e fuggi”, accusate di approfittarsene dei più deboli in tempi di crisi.

Proposta che si era però rivelata un boomerang.

Era emerso, infatti, che la Chiesa d’Inghilterra ha investito in Wonga, una delle Agenzie che operano con interessi da “usura” contro cui si era scagliato il Leader Religioso.

L’accordo contribuisce a migliorare l’immagine della Chiesa dopo quell’episodio che aveva “imbarazzato e irritato” Welby.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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