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Chiesa Filippine: no cementificazione

Edizione del: 17 dicembre 2013

E’ un appello forte e accorato quello rivolto dalla intera Chiesa filippina al Presidente del Paese, Benigno Aquino: il Cardinale di Manila, Luis Antonio Tagle , il Cardinale Emerito Gaudencio Rosales e altri 19 Vescovi hanno espresso “profonde riserve e preoccupazioni” per i circa 40 progetti immobiliari previsti per la costa della baia di Manila: un massiccio intervento di cementificazione che avrebbe disastrose conseguenze sociali e ambientali.

I Leader Cattolici hanno scritto una lettera al Presidente Aquino, notando che “nella base scientifica, giuridica e morale della nostra opposizione riecheggia il messaggio di Dio”.

Con la dichiarazione, i Vescovi si fanno interpreti soprattutto delle comunità residenti nella baia di Manila, che temono l’impatto di progetti di sviluppo miliardari già approvati dai Governi locali.

Nella lettera si esorta Aquino a “rispondere alla chiamata di Papa Francesco”, che chiede ai Cattolici di tutto il mondo di “tutelare la creazione di Dio”.

Oltre a 38 progetti di edificazione che coprono circa 26.230 ettari della baia, ve ne sono altri per circa 300 ettari nella città di Las Pinas e per 148 ettari nell’area di Paranaque, che fa parte della cintura metropolitana di Manila.

Le conseguenze potrebbero essere tragiche: gli esperti temono inondazioni, in aree già a rischio, e che già hanno un serio bisogno di un sistema di drenaggio per canalizzare le acque, specie nella stagione dei monsoni.

“I vantaggi economici e finanziari potranno risarcire il danno nella vita delle comunità, all’ecosistema e alle proprietà in futuro?”, si chiedono i Vescovi.

L’auspicio della Chiesa è quello di promuovere un turismo rispettoso dell’ambiente e responsabile, puntando a valorizzare la cultura, gli edifici e siti storici, la natura, piuttosto che costruendo strutture e palazzi a scapito della vita delle persone e dell’ambiente.


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