Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Chiesa Cattolica Ecumenica: lettera al Vescovo Seccia

Edizione del: 28 marzo 2014

Vescovo De Caro

La Chiesa Cattolica Ecumenica, dopo la lettera scritta dal Vescovo di Teramo-Atri ai fedeli della sua diocesi sui componenti-sacerdoti della Chiesa Cattolica Ecumenica, che si presentano ai fedeli di alcune zone come sacerdoti diocesani non avendone diritto in quanto non in comunione con la Sede Apostolica Romana, ha scritto a sua volta una lettera aperta al Vescovo a firma del Vescovo Agostino De Caro il quale, a nome della Chiesa Cattolica Ecumenica, rivendica la leggittimità apostolica della Chiesa e la Comunione con Roma.

Questo il testo integrale della lettera inviata dal Vescovo De Caro al Vescovo Seccia:

 Reverendissimo confratello,

Siamo molto delusi e amareggiati di sentire che nella vostra diocesi siano state fatte delle dichiarazioni sprezzanti e false nei confronti di don Gianni Di Marco, nostro amato presbitero.

Abbiamo appurato con il suddetto che egli Mai è andato nelle case dei fedeli affermando di essere sacerdote della Chiesa Cattolica Romana e che invece Sempre ha affermato con chiarezza che appartiene al presbiterio della Chiesa Cattolica Ecumenica. Tutto questo ci è anche confermato dalla antologia di articoli di varie testate giornalistiche che hanno parlato lungamente sia di don Gianni che della nostra realtà ecclesiale a seguito della celebrazione del matrimonio di due nostri fedeli.

Il motivo per cui ci premuriamo di scrivere è che desideriamo che la verità venga affermata e che si facciano le dovute correzioni a quanto da Vostra Eccellenza esposto onde evitare spiacevoli malintesi o confusione.

La Chiesa Cattolica Ecumenica in Italia, sacerdoti e a capo vescovi ordinati con genealogia episcopale valida e comprovata, risalenti tutti al cardinale Scipione Rebiba, professa il Credo di Nicea e celebra i riti occidentali.

La Chiesa Cattolica Ecumenica è nata a Santa Ana, in California, nel 1987. La prima edizione di diritto canonico della CCE è stata completata e approvata nella Festa del Battesimo del Signore, l’11 gennaio 1987. L’organizzazione della chiesa è stata costituita in California il 10 marzo 1987. Il primo servizio annunciato pubblicamente si è tenuto il 4 settembre 1988 presso la casa-cappella di Padre Mark Shirilau e il Diacono Jeffery Shirilau a Santa Ana, in California. Oscar Robert Simpson fu la prima persona battezzata nella Chiesa cattolica ecumenica il 10 luglio del 1989, nella sua casa di Los Angeles. Nella festa di Pentecoste, 19 maggio 1991, Padre Mark Steven Shirilau fu consacrato vescovo dal vescovo Donald Lawrence Jolly nella casa del vescovo Donald a San Bernardino, California. Bruce David LeBlanc, un professore universitario, divenne il primo sacerdote ordinato dal vescovo Mark. Fu ordinato sacerdote il 27 luglio 1991, a Pocatello, Idaho. Fr. Bruce fu poi consacrato vescovo e ora serve la Chiesa a Moline, Illinois. La chiesa e` cresciuta rapidamente negli Stati Uniti nei primi anni Novanta. Nel 1994 furono nominati i decani diocesani, e l’8 luglio 1995, i quattro decani furono consacrati come vescovi dal vescovo Mark Shirilau con una Liturgia di Ordinazione tenutasi presso la First Congregational United Church Of Christ a Santa Rosa, in California. I quattro nuovi vescovi erano Robert Wayne Martin di Oklahoma City, Oklahoma, Michael Robert Frost di Plattsburgh, New York, Denis Armand Martel di New Orleans, in Louisiana, e Richard John Cardarelli di Hartford, Connecticut.

La nostra storia nasce da vocazioni cattoliche romane, che la prova di un clero pesante e poco lungimirante ci hanno oppresso e maltrattato fino all’inverosimile: facendoci abbandonare seminari, istituti religiosi e percorsi vocazionali già avviati.

La Chiesa Cattolica Ecumenica, presieduta dall’Arcivescovo Primate, mons. David John Kalke, è presente in Italia da poco più di un anno, è legalmente registrata e ha iniziato il processo di riconoscimento legale da parte dello stato italiano che, come Ella ben sa, sancisce la libertà di culto.

Gli articoli della Costituzione che si occupano direttamente della libertà religiosa sono gli articoli 3, 7, 8, 19, 20. Le disposizioni in essi contenute sanciscono: il principio di non discriminazione su base religiosa (articolo 3), l’uguaglianza di tutte le confessioni di fronte alla legge (articolo 8), la libertà di professare il proprio credo, sia individualmente che collettivamente, di promuoverne la diffusione e di celebrarne il culto in pubblico o in privato a meno che i riti non siano contrari al buon costume (articolo 19), ed infine la proibizione di ogni forma di discriminazione o l’imposizione di speciali oneri fiscali nei confronti di associazioni o istituzioni religiose basate sull’appartenenza confessionale (articolo 20).

Accanto a questi articoli, ve ne sono altri che interessano indirettamente la libertà religiosa. In particolare essi sono: l’articolo 2 che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (fra cui rientra quindi la libertà religiosa e di credo) e gli articoli 17, 18 e 21 che garantiscono la libertà di espressione, di assemblea e di riunione e la libertà di organizzare associazioni religiose.

Le ricordiamo inoltre che la Chiesa Cattolica Romana si è chiaramente espressa a proposito di questioni inerenti le altre realtà ecclesiali attraverso la CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE con la DICHIARAZIONE ”DOMINUS JESUS”.

Ne riportiamo il contenuto: Riguardo a queste ultime ( ovvero nelle Chiese e Comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica [56] ), bisogna affermare che « il loro valore deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità che è stata affidata alla Chiesa Cattolica » [57].

Esiste quindi un’unica Chiesa di Cristo, che sussiste nella Chiesa Cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui [58]. Le Chiese che, pur non essendo in perfetta comunione con la Chiesa Cattolica, restano unite ad essa per mezzo di strettissimi vincoli, quali la successione apostolica e la valida Eucaristia, sono vere Chiese particolari [59]. Perciò anche in queste Chiese è presente e operante la Chiesa di Cristo, sebbene manchi la piena comunione con la Chiesa cattolica, in quanto non accettano la dottrina cattolica del Primato che, secondo il volere di Dio, il Vescovo di Roma oggettivamente ha ed esercita su tutta la Chiesa [60].

Invece le comunità ecclesiali che non hanno conservato l’Episcopato valido e la genuina e integra sostanza del mistero eucaristico [61], non sono Chiese in senso proprio; tuttavia i battezzati in queste comunità sono dal Battesimo incorporati a Cristo e, perciò, sono in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa [62]. Il Battesimo infatti di per sé tende al completo sviluppo della vita in Cristo mediante l’integra professione di fede, l’Eucaristia e la piena comunione nella Chiesa [63].

«Perciò le stesse Chiese e comunità separate, quantunque crediamo che abbiano delle carenze, nel mistero della salvezza non sono affatto spoglie di significato e di peso. Poiché lo Spirito di Cristo non ricusa di servirsi di esse come strumenti di salvezza, il cui valore deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità che è stata affidata alla Chiesa Cattolica» [66].

La mancanza di unità tra i cristiani è certamente una ferita per la Chiesa; non nel senso di essere privata della sua unità , ma « in quanto la divisione è ostacolo alla realizzazione piena della sua universalità nella storia » [67].

Carissimo, Cristo è la nostra comune chiamata, e in Cristo professiamo la nostra fede comune “Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo, «Io invece sono di Apollo, «Io invece di Cefa, «E io di Cristo. E` forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo” (1Cor 1, 10- 13.17).

Insieme con voi, non possiamo dimenticare gli insegnamenti che, il Concilio Vaticano II ha significato per il cammino ecumenico. Vostra Santità stessa, nel discorso tenuto nella sala Clementina il 20 marzo scorso, facendo memoria delle parole del Beato Giovanni XXIII pronunciato nel memorabile discorso di inaugurazione: “La Chiesa Cattolica ritiene suo dovere adoperarsi attivamente perché si compia il grande mistero di quell’unità che Cristo Gesù con ardentissime preghiere ha chiesto al Padre celeste, nell’imminenza del suo sacrificio; essa gode di pace soavissima, sapendo di essere unita a Cristo in quelle preghiere” (AAS541962,793) siamo fratelli e sorelle in Cristo, sentiamoci tutti intimamente uniti alla preghiera del nostro salvatore ut unum sint.

Siamo fiduciosi e consapevoli di essere una minoranza, ma ciò non ci scoraggia e nonostante spesso e volentieri la gerarchia ci avversa, come sta accadendo adesso, facciamo leva su questa nuova primavera della Chiesa e alle continue parole e richiami all’unità dei cristiani, che il Santo Padre, Papa Francesco con ferma volontà, prosegue nel cammino del dialogo ecumenico. Alla chiesa cattolica e a Vostra Eccellenza chiediamo semplicemente la fratellanza e il rispetto pur nelle diverse tradizioni religiose, consapevoli della responsabilità che tutti portiamo verso la testimonianza di fede e amore vicendevole. Siamo oggi qui a scriverLe per chiedere di ratificare quanto affermato, senza per altro aver prima contattato la persona interessata per appurare quanto le riferiscono. Si prega, altresì, la vostra diocesi, le parrocchie e i loro sacerdoti di voler ratificare qualsiasi dichiarazione negativa che è stata fatta circa il Presbitero don Gianni Di Marco.

Siamo ovviamente aperti e disponibili a qualsiasi incontro e a ogni richiesta da parte di Vostra Eccellenza

In Cristo, che ci rende tutti fratelli, restiamo in fidente attesa di un vostro riscontro.

Agostino De Caro
       Vescovo


Autore: 

You must be logged in to post a comment Login