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Cei: Cattolici poco vita Paese

Edizione del: 10 aprile 2013

I Vescovi italiani lanciano l’allarme sulla difficile situazione del Paese e chiedono al mondo Cattolico di rimboccarsi le maniche.

Riferendosi a tragedie come quella che si è verificata nelle Marche, il Presidente della Cei, Cardinale Angelo Bagnasco, ha evidenziato come siano “situazioni che devono farci pensare e uscire dall’empasse”.

Ma, nonostante il momento così complicato, la presenza dei Cattolici nella vita del Paese è “limitata” e c’è sostanzialmente un “deficit di incidenza” nelle scelte sociali e politiche.

Poca mobilitazione, carenza nell’elaborazione di un “progetto ispirato”, e soprattutto la paura a trasferire la propria fede dal privato al ruolo pubblico.

L’appello è arrivato da Monsignor Mariano Crociata, Segretario Generale della Cei, durante l’omelia per la Celebrazione Eucaristica al Convegno Nazionale sulla Formazione Sociopolitica.

Ma i Vescovi Italiani guardano al futuro e pensano che sia possibile utilizzare questo tempo di incertezza per fare formazione.

“Non bisogna lasciarsi intimorire da momenti di appannamento, questo è il tempo opportuno del lavorio nascosto – ha detto ancora Monsignor Crociata, – ma fecondo della formazione e della maturazione di persone e di comunità dotate di franchezza e della capacità di portare una fede motivata e solida dentro l’intreccio, talora perfino caotico, dell’intera comunità civile”.

L’appello arriva al mondo Cattolico in un momento di transizione tutt’altro che facile per il Paese.

Un momento, tra incertezze politiche e crisi economica, dove gli specifici valori dei Cattolici sembrano fare fatica ad emergere.

La fede si professa nel privato, si ha quasi timore a tradurla in un impegno più pubblico.

“Sommersi da una cultura dai molti feticci, come quello della privacy – ha infatti sottolineato Mons. Crociata della Cei -, così verbosamente sbandierato e altrettanto prontamente mortificato nei fatti, dobbiamo rompere l’incantesimo di una perfino teorizzata dissociazione tra coscienza privata e vita sociale, tra comportamenti personali e ruolo pubblico”.

Ora bisogna guardare al futuro.

“Dallo sforzo verso una coerenza a tutto tondo deve scaturire un percorso che progressivamente superi l’emarginazione nel privato delle ispirazioni ideali – ha aggiunto il Segretario Generale dei Vescovi Italiani – e attesti con coraggio le motivazioni che conducono a scelte e comportamenti dal palese rilievo sociale e pubblico”.

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