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Caritas: Oggi preghiera cibo per tutti

Edizione del: 10 dicembre 2013

Oggi 10 dicembre sarà lanciata, in concomitanza della Giornata mondiale dei Diritti Umani, la campagna internazionale sul diritto al cibo promossa da Caritas Internationalis, che ha per titolo “Una sola famiglia umana – Cibo per tutti”.
 
La presentazione, a cui parteciperanno Caritas Italiana e Caritas di Roma, avverrà a Roma con una conferenza stampa nella Basilica di S. Cecilia  e poi un momento di preghiera e di condivisione nella vicina Chiesa di S.Francesco a Ripa, che si collegherà idealmente alle iniziative delle altre Caritas del mondo a formare “un’onda di preghiera”.
 
Sarà diffuso, per l’occasione, un video messaggio di Papa Francesco.
La Caritas ha deciso il lancio della campagna proprio in questo giorno nella ferma convinzione che l’attuazione del diritto all’alimentazione costituirebbe un passo fondamentale nell’eliminazione della fame nel mondo.

Avere un’alimentazione adeguata è il bisogno più essenziale e ciò nonostante quasi un miliardo di persone non possono sfamarsi o vivono in uno stato di malnutrizione, senza possibilità alcuna di vivere una vita dignitosa.

L’11 dicembre 2013 poi una delegazione Caritas parteciperà all’Udienza Generale con il Santo Padre, che ricorderà di nuovo la Campagna.

Tra le varie iniziative promosse dalle varie Caritas segnaliano quella “curiosa”, quanto provocatoria”, di Firenze in programma oggi dalle ore 18 nella Cappella della Stazione di Santa Maria Novella.

Provocatoria nel senso che non ci sarà scusa, anche per chi va di fretta e deve prendere un treno, fermarsi almeno un minuto a pregare nella rinnovata Cappella della Stazione ferroviaria fiorentina, al binario 5 o 2, avendo doppia entrata, dove ogni giorno transitano migliaia e migliaia di persone.

Come scrive Caritas Firenze “formeremo insieme a tante Caritas del mondo un’onda di preghiera in sintonia con il Papa: ‘Quando il cibo viene condiviso in modo equo, con solidarietà, nessuno è privo del necessario, ogni comunità può andare incontro ai bisogni dei più poveri”.

Tutta la giornata di Adorazione nella Cappella della stazione fiorentina sarà caratterizzata da questa particolare intenzione.

Di seguito, per un approfondimento dell’argomento, riportiamo il testo integrale della lettera inviata dal Presidente di Caritas Internazionale, Cardinale  Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga  a tutti i Vescovi del mondo e e persone impegnate nella Carità in tutto il mondo.

Eccellenze reverendissime,
Cari fratelli e sorelle,

 Mi indirizzo a voi in qualità di Presidente di Caritas Internationalis, in occasione del lancio della nostra campagna contro la fame che rimane uno dei più “gravi scandali” del mondo oggi (cfr. Papa Benedetto XVI, Messaggio per Giornata mondiale dell’alimentazione, 2005).

 I 164 membri di Caritas Internationalis che lavorano in più di duecento paesi e territori nel mondo sanno che c’è abbastanza cibo per tutti, eppure, una persona su otto non mangia tutti i giorni a sazietà. Infatti, il modo in cui il cibo viene prodotto, commercializzato e distribuito non tiene conto dei bisogni dei più poveri.

Questa è un’ingiustizia che possiamo e dobbiamo contribuire a rimuovere.

Il lancio della nostra campagna coincide con il periodo dell’Avvento, questo tempo importante che ci è dato per approfondire il mistero dell’incarnazione di nostro Signore, “venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Giovanni 10,10). Egli ha difeso i poveri, gli affamati e gli emarginati, fino al punto di identificarsi con loro. “Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” e “tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (cfr. Matteo 25). Ogni persona che muore ci mette di fronte all’agonia di Gesù in persona!

 Auguro vivamente che questa campagna offra, a noi pastori, come anche a coloro che collaborano con noi nell’opera dell’evangelizzazione, l’occasione di rispondere in modo rinnovato all’appello del Buon Pastore, Nostro Maestro che non si è mai mostrato né indifferente, né assente di fronte a nessuna forma di miseria umana.

 Nel momento in cui vi invio questo messaggio, mi viene in mente questa bellezza sintomatica, degna del Messia, che caratterizza il ministero pre‐pasquale di Nostro Signore. Nel mezzo del deserto e quindi senza poter contare sui centri abitati dove era più facile approvvigionarsi di cibo, Egli non manda via le masse che si erano affidate a lui, al suo insegnamento e alla sua presenza manifestamente salvifica. In presenza di coloro che senza di Lui non avevano nessuno che li potesse salvare, Egli compì un miracolo che fu quello di sfamare abbondantemente gli affamati. Colui che, all’inizio del suo ministero digiunò nel deserto, rifiutando di mangiare per restare fedele alla fiducia assoluta nella Provvidenza certa del Padre, ha non soltanto proclamato beati gli affamati, ma ha anche assicurato loro la Sua presenza e solidarietà completa, di modo che essi potessero contare sulla grazia e il pane necessari per una vita degna e giusta. Egli compì un’opera eclatante testimoniando l’autorità e la veridicità della sua parola. Egli dette effettivamente da mangiare a coloro che ne erano sprovvisti. Egli realizzò così, nella parola e nell’azione, la promessa che nessuno, se non il Signore stesso, aveva proclamato col messaggio profetico: “Perché così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna” (Ezechiele 34,11. Testo CEI 2008).

L’appello che lancio a noi tutti in occasione di questa campagna suona come un’eco all’esortazione del Beato Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo dell’Anno 2000: “È l’ora di una nuova «fantasia della carità», che si dispieghi non tanto e non solo nell’efficacia dei soccorsi prestati, ma nella capacità di  rendersi vicini, solidali con chi soffre, così che il gesto di aiuto sia sentito non come obolo umiliante, ma come fraterna condivisione. Dobbiamo per questo fare in modo che i poveri si sentano, in ogni comunità cristiana, come «a casa loro». Non sarebbe, questo stile, la più grande ed efficace presentazione della buona novella del Regno?” (Novo Millennio Ineunte, n.50).

 Questa nuova fantasia della carità deve incoraggiare tutti noi, dovunque siamo, a fermarci, a guardarci intorno, a non voltare gli occhi davanti ai bambini e agli anziani affamati, ai contadini spogliati delle  proprie terre e sfruttati. È a noi che il Signore, oggi, si rivolge: “Voi date loro da mangiare” ed Egli sa che noi abbiamo i mezzi! Egli ci dice: “Voi che siete miei discepoli, non abbandonateli alla loro sorte, fate qualcosa, voi ne avete i mezzi, sforzate la vostra immaginazione, siate creativi, lavorate senza sosta, condividete quello che avete, lottate contro il vostro egoismo, non disperdete nulla, protestate affinché cessi lo sfruttamento dei più deboli, chiedete la fine dell’accaparramento delle terre da parte dei ricchi, date ai poveri, alle donne, ai giovani, ai contadini il sapere e gli strumenti necessari per produrre, trasformare e smerciare i prodotti delle loro terre, ecc. Fate come Dio, che si è sempre interessato del nostro pane quotidiano: dall’offrire il pane nel Tempio allo spezzare il pane di Emmaus, dalla manna dell’Esodo alla moltiplicazione dei pani; Egli si è sempre preoccupato della fame degli uomini”.

Questa nuova fantasia della carità ci deve spingere ad attingere di più alle risorse della nostra fede cattolica e della nostra umanità, affinché ci impegniamo in maniera sempre più risolutiva per eliminare questo scandalo.

 L’elemento fondamentale di queste risorse si trova nella preghiera, in particolare quella che il Signore stesso ci ha insegnato, il Padre Nostro, e soprattutto nell’Eucarestia.

Perciò, mi auguro che la preghiera accompagni questa campagna per suscitare la conversione necessaria e creare nuove iniziative nelle nostre diocesi, le nostre parrocchie, le nostre comunità cristiane e religiose, le nostre scuole, le nostre famiglie.

 Il Signore ci ha insegnato a pregare per chiedere il nostro pane quotidiano. Questa preghiera, se è vera, ci deve spingere a condividere il nostro pane e a non tollerare più che ci siano persone intorno a noi prive di cibo. La preghiera cristiana autentica non è una qualunque forma di evasione. Pregare non è ripetere delle parole, non è necessariamente entrare in estasi, avere visioni o rivelazioni straordinarie. Pregare è essere in sintonia con Dio, è allenarsi a fare la sua volontà chiedendogli di “rendi salda per noi l’opera delle nostre mani” cfr. Salmi 90 (89). La preghiera cristiana non tollera l’ozio, al contrario: “chi non vuole lavorare, neppure mangi” (2Tess 3,10). Pregare Dio in verità, vuol dire prestare attenzione alla fame di tutti gli uomini e di tutte le donne del nostro tempo: fame di pane, ma anche fame di giustizia e dignità per tutti.

Che questa campagna ci aiuti anche a riscoprire e approfondire il mistero dell’Eucarestia. Non è per niente che il Signore ci ha lasciato questo memoriale e che ha voluto dimorare realmente presente in mezzo a noi attraverso i simboli del pane e del vino. Quindi, non possiamo spezzare il pane eucaristico, divenire comunità che celebra l’Eucarestia, sacramento di comunione e alleanza, senza fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per dare dignità ai nostri fratelli e sorelle privati del cibo sufficiente e di buona qualità. In effetti, l’Eucarestia è l’espressione per eccellenza dell’amore compassionevole, misericordioso e redentore di Dio. Vivere dell’Eucarestia ci dà una grande forza per fare dell’opzione preferenziale dei poveri non un semplice slogan, ma una realtà concreta che ci impegna ogni giorno.

 Leggendo questo mio testo, forse vi domanderete: ma cosa dobbiamo fare?

Cari fratelli Vescovi, conosco la vostra generosità e la vostra sollecitudine pastorale e so che nel vostro ministero avete a cuore la “preoccupazione di tutte le chiese” (cfr. Decreto sulla missione pastorale dei Vescovi nella Chiesa “Christus Dominus, n.6”).  

So che ai diversi livelli e attraverso le varie iniziative realizzate nei vostri paesi, diocesi e comunità cristiane, sotto il vostro impulso, con l’aiuto dei vostri collaboratori e dei volontari, si persegue la lotta contro la povertà e la fame. Si tratta oggi di intensificarla coinvolgendo ulteriormente gli operatori pastorali e tutti i fedeli, come anche i volontari, unendosi ad altri, condividendo i nostri valori e le nostre convinzioni, creando strutture di riflessione e di azione a tutti i livelli, affinché nel rispetto del principio della sussidiarietà, ciascuno porti il proprio contributo per l’eliminazione dello scandalo della fame nel mondo.

Mi permetto perciò di affidarvi questa campagna avviata dalla nostra Caritas Internationalis contro la fame nel mondo. Vi invito a sostenerla, affinché porti dei frutti grazie al coinvolgimento di tutti e di tutte, innanzitutto a livello delle vostre Chiese specifiche, ma anche in comunione con la Chiesa universale, per il bene dell’insieme della famiglia umana che formiamo e all’interno della quale siamo responsabili gli uni degli altri.

 Per praticità, suggerisco alcune iniziative pastorali adatte per questa campagna:

‐ Lettere pastorali dei Vescovi che mettano in rilievo il contesto locale, attualizzando, per i fedeli, l’invito di Nostro Signore a dar da mangiare a chi ha fame;

 ‐ lancio della campagna a livello diocesano coinvolgendo tutte le parrocchie sotto la supervisione della Caritas locale e delle altre strutture socio‐pastorali della diocesi;

 ‐ divulgare i messaggi e gli strumenti preparati da Caritas Internationalis e dalle Caritas locali sul tema di questa campagna, durante le celebrazioni eucaristiche e liturgiche;

 ‐ creare in ogni parrocchia un gruppo di riferimento e di azione‐sensibilizzazione nel quadro di questa campagna e oltre. Con l’appoggio della Caritas diocesana, questo gruppo potrebbe divenire un luogo permanente dove si analizza la situazione locale, sono definite le cause della fame nell’ambiente circostante, vengono identificate le persone vulnerabili, esaminate le opportunità d’azione, valutati i successi e gli insuccessi, denunciate le ingiustizie, ecc.

‐ sensibilizzare tutti, in tutti i sensi, sulla responsabilità di ciascuno e sulla necessità di fare delle azioni concrete, per esempio:

  ridurre lo spreco di cibo e organizzare collette di cibo per i più poveri, far conoscere le tecniche di conservazione degli alimenti;

  insegnare a mangiare con moderazione, in quantità e qualità sufficienti, evitare l’eccesso di peso!

   Coinvolgere educatori e giovani: richiedere l’introduzione della tematica del diritto al cibo nei programmi scolastici; organizzare gare e concorsi, preparare spettacoli teatrali sul diritto all’alimentazione;

  organizzare scambi sulla cittadinanza responsabile concernenti l’impatto dei comportamenti e delle azioni di ciascuno sul diritto all’alimentazione e l’accesso al cibo per tutti; 

 valorizzare tutte le aree disponibili adatte per la produzione di cibo, sostenere la riforestazione su larga scala e combattere l’erosione dei suoli;

  sostenere i piccoli agricoltori, in particolare le donne;

  valorizzare i metodi tradizionali di conservazione e fertilizzazione dei suoli (composti, concimi, ecc.);

  eliminare gli ostacoli per l’orticoltura realizzata con metodi di coltura moderni che rispettano l’ambiente;

  fare appelli (advocacy) presso le autorità e i rappresentanti del popolo presso i governi a votare lo stanziamento di fondi per un’agricoltura solida e leggi finanziarie giuste, ecc.  

Affido questa campagna e tutti coloro che ne prenderanno parte all’intercessione materna della Madonna che non cessa di ripetere alla Chiesa e a tutti i suoi figli: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Giovanni 2,5).

 Con l’espressione della mia comunione fraterna nel Signore.

 † Oscar Andrés Cardinal Rodriguez Maradiaga
           Presidente di Caritas Internationalis

 

Punti chiave tratti dalla riflessione del Cardinal Rodriguez Maradiaga
Una sola famiglia umana, cibo per tutti

Una persona su otto non mangia tutti i giorni a sazietà eppure c’è cibo abbastanza per tutti.

Ogni persona che muore di fame ci mette di fronte all’agonia di Gesù in persona.

Dio si è sempre interessato del nostro pane quotidiano: dall’offrire il pane nel Tempio allo spezzare il pane di Emmaus, dalla manna dell’Esodo alla moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Lottare contro l’egoismo, lo spreco, lo sfruttamento dei più vulnerabili e il monopolio della terra.

Promuovere le competenze e le capacità dei poveri, dei giovani, delle donne e dei contadini.

Il lancio della nostra campagna coincide con il periodo dell’Avvento, questo tempo importante che ci è dato per approfondire il mistero dell’incarnazione di nostro Signore, “venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” ( Giovanni 10,10) . 

Gesù ha proclamato beati gli affamati, ma ha anche assicurato loro la Sua presenza e la piena solidarietà, perché potessero contare sulla grazia e sul pane necessari per una vita degna e giusta.

L’appello che lancia il Cardinal Rodriguez Maradiaga suona come un’eco all’esortazione del Beato Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo dell’Anno 2000: “È l’ora di una nuova «fantasia della carità», che si dispieghi non tanto e non solo nell’efficacia dei soccorsi prestati, ma nella capacità di farsi vicini, solidali con chi soffre, così che il gesto di aiuto sia sentito non come obolo umiliante, ma come fraterna condivisione” (NMI, 50).

Questa nuova fantasia della carità deve incoraggiare tutti noi a non voltare gli occhi davanti ai bambini e agli anziani affamati, ai contadini spogliati delle proprie terre e sfruttati.

Questa nuova fantasia della carità ci deve spingere ad attingere di più alle risorse della nostra fede cattolica e della nostra umanità, affinché ci impegniamo sempre di più per eliminare questo scandalo.

L’elemento fondamentale di queste risorse si trova nella preghiera, in particolare quella che il Signore stesso ci ha insegnato, il Padre Nostro, e soprattutto nell’Eucarestia.

Dobbiamo entrare profondamente nel mistero dell’Eucarestia, così potremo impegnarci a fare il massimo per restituire la dignità ai nostri fratelli e sorelle privati del cibo sufficiente di buona qualità.

 Suggerimenti concreti da parte del Cardinal Rodriguez Maradiaga

Cercare di ridurre lo spreco di cibo e organizzare collette di cibo per i più poveri, far conoscere le tecniche di conservazione degli alimenti.

Insegnare a mangiare con moderazione, in quantità e qualità sufficienti, evitare il sovrappeso!

Coinvolgere educatori e giovani: richiedere l’introduzione della tematica del diritto al cibo nei programmi scolastici; organizzare gare e concorsi, preparare spettacoli teatrali sul diritto all’alimentazione.

 Organizzare momenti di confronto sulla cittadinanza responsabile concernenti l’impatto dei comportamenti e delle azioni di ciascuno sul diritto all’alimentazione e l’accesso al cibo per tutti.

 Valorizzare tutte le aree disponibili adatte per la produzione di cibo, sostenere la riforestazione su larga scala e combattere l’erosione dei suoli.

Sostenere i piccoli agricoltori, in particolare le donne.

Valorizzare i metodi tradizionali di conservazione e fertilizzazione dei suoli (composti, concimi, ecc.).

 Eliminare gli ostacoli per l’orticoltura realizzata con metodi di coltura moderni che rispettano l’ambiente.

 Fare appelli (advocacy) presso le autorità e i rappresentanti del popolo, presso i governi invitandoli a votare lo stanziamento di fondi per un’agricoltura solida e leggi finanziarie giuste, ecc. 


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