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Caritas: 650 protezioni internazionali

Edizione del: 2 luglio 2013

Sono stati più di 650 i richiedenti e titolari di protezione internazionale, vulnerabili e non, accolti dalla Caritas diocesana di Roma attraverso i progetti “S.p.e.s. 2 – Sostegno psicologico e sociale per richiedenti e titolari di protezione internazionale, vittime di tortura e violenza, Modulo 1” e “Progetto sviluppo. Percorsi di autonomia per richiedenti e titolari di protezione internazionale”; per loro sostegno per l’alloggio, corsi di italiano, formazione professionale, tirocini lavorativi, riabilitazione psico-fisica, counselling.

I risultati dei due progetti, co-finanziati dal Fondo europeo per i rifugiati a chiusura dell’annualità 2011, sono stati presentati in un convegno che si è svolto presso il Centro Ascolto stranieri della Caritas di Roma in occasione della Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura e a ridosso della Giornata Mondiale del Rifugiato.

“Due progetti – ha detto il Direttore della Caritas Monsignor Enrico Feroci – che hanno voluto offrire ai protetti internazionali, richiedenti asilo, rifugiati e vittime di tortura un sostegno e un accompagnamento concreto nel loro percorso di integrazione nel territorio romano. La qualità del lavoro svolto e i risultati raggiunti sono certamente dovuti all’attenzione alla persona in tutto il suo essere, alle sue esigenze e aspettative con cui ogni operatore Caritas è abituato a lavorare ed alla sinergia di intenti e obiettivi dei vari enti che hanno partecipato al progetto”.

Nel dettaglio la sintesi dei due progetti. “S.p.e.s. 2 – Sostegno psicologico e sociale per richiedenti e titolari di protezione internazionale, vittime di tortura e violenza, Modulo 1”.

Si tratta della prima annualità del progetto biennale “S.p.e.s.2” rivolto a richiedenti e titolari di protezione internazionale appartenenti alle categorie vulnerabili e realizzato dalla Cooperativa Roma solidarietà, Ente gestore della Caritas di Roma, in partenariato con il Centro Astalli dei Padri Gesuiti nell’ambito del Fondo europeo per i rifugiati, Fer 2008-2013, Ap 2011, Azione 5.

L’iniziativa progettuale, avviata il 10 agosto 2012, ha concluso la sua prima fase il 30 giugno 2013 e prevedeva tre tipi di intervento: accoglienza residenziale e percorsi di promozione dell’autonomia alloggiativa; attività di promozione e riabilitazione psicofisica; orientamento ed accompagnamento all’istruzione, alla formazione e al lavoro.

Complessivamente, nell’ambito del progetto sono stati ascoltati oltre 300 richiedenti e titolari di protezione internazionale segnalati per la presa in carico.

Tra questi 124 sono risultati eleggibili, 41,3%.

Netta è la prevalenza dei destinatari uomini, 76%, mentre la percentuale di titolari di protezione internazionale, 51%, è quasi pari a quella dei richiedenti asilo, 47%.

Le nazionalità più rappresentate sono il Senegal, la Costa d’Avorio, la Mauritania e il Mali.

Con riferimento all’appartenenza dei destinatari alle diverse categorie vulnerabili, la stragrande maggioranza risulta essere vittima di violenza e tortura.

Tuttavia, preme segnalare che nella realtà molti destinatari hanno vulnerabilità multiple.

Soprattutto le vittime di violenza e torture presentano spesso anche un disagio mentale, più o meno grave, oppure una disabilità fisica.

L’incidenza, 45,2%, di destinatari con disagio psichico ha avuto un’inevitabile ripercussione sull’esito dei percorsi di integrazione proposti.

A favore di questi destinatari sono stati erogati complessivamente quasi 800 prestazioni con interventi di sostegno e di riabilitazione psicosociale, accompagnamento socio-legale ed integrazione socio-economica previsti dal progetto.

L’altro progetto, “Progetto sviluppo. Percorsi di autonomia per richiedenti e titolari di protezione internazionale”, iniziato anche questo il 10 agosto 2012 e conclusosi il 30 giugno 2013,  ha realizzato percorsi di autonomia socio-abitativa, di alfabetizzazione linguistica ed informatica, di formazione professionale, di inserimento lavorativo e di tutela della salute finalizzati alla promozione dell’inclusione sociale dei richiedenti e titolari di protezione internazionale.

I destinatari presi in carico dal Progetto sono stati 353, di cui 303 uomini e 50 donne, di età compresa tra i 19 ai 59 anni, quasi l’80% sotto i 35 anni.

Rispetto alla provenienza geografica, si registra la prevalenza delle persone provenienti dall’Africa subsahariana, che rappresentano il 54,1% del totale delle persone prese in carico, tra cui emergono Eritrea, Somalia, Mali, Costa d’Avorio, Senegal, Etiopia, seguite dal 43,6% di destinatari provenienti dall’Asia, di cui l’83% dall’Afghanistan ed il 25% dal Pakistan, ed in ultimo i destinatari dell’America Latina in particolare della Colombia e di Cuba.

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