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Caritas: 37% italiani chiede cibo

Edizione del: 3 luglio 2013

Nel corso del 2012 gli italiani che hanno chiesto cibo ai Centri Caritas sono stati il 37%, percentuale pressoché simile a quella registra tra gli immigrati.

Lo attesta l’ultimo Rapporto sulle Povertà nella diocesi di Milano, basato sui dati raccolti dagli operatori dei Centri di Ascolto e dei servizi di Caritas Ambrosiana nel corso di tutto il 2012.

Anche l’analisi dei bisogni espressi dagli utenti dei Centri di Ascolto – evidenzia la Caritas Ambrosiana – segnala la profondità della crisi e lo sconforto che sta generando tra chi ne è colpito.

Proprio tra gli italiani – emerge infatti dal Rapporto – il bisogno di reddito supera quello di occupazione ed è pari al 57,6%, con un incremento di 3 punti percentuali rispetto al 2011.

Esso è particolarmente avvertito dalle donne italiane, tra le quali raggiunge il 62,4%, con un incremento di 4,5 punti percentuali sul 2011.

L’Italia è un Paese sempre meno attraente per gli immigrati stranieri in cerca di migliori condizioni di vita rispetto a quelle del loro paese d’origine.

Se gli stranieri, tra comunitari, extracomunitari irregolari e regolari, continuano a costituire oltre il 70% degli utenti dei Centri di Ascolto, il dato fa registrare un calo di 2 punti percentuali rispetto al 2011.

Nell’analisi di Caritas la contrazione del dato relativo alla componente straniera è in gran parte riconducibile al sensibile calo nella presenza di persone provenienti dal Perù e dall’Ucraina, da sempre tra le prime 5 nazioni di provenienza degli assistiti della rete Caritas: le prime sono diminuite del 18% rispetto all’anno precedente, le seconde del 19,5%.

Durante i colloqui con gli Operatori Caritas molti stranieri provenienti da questi Paesi hanno apertamente manifestato il desiderio di ritornare in patria.

Tale desiderio – affermano i relatori del Rapporto – sicuramente sta limitando l’avvio di procedure per i ricongiungimenti familiari e per chiamate di parenti e amici.

Si tratta – aggiunge la Caritas Ambrosiana – di un fenomeno strettamente connesso alla crisi economica, che ha fortemente condizionato le possibilità di inserimento lavorativo degli stranieri, e li ha disillusi sulla possibilità di superare i loro problemi economici nel nostro Paese.


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