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Cardinale Amato ha Beatificato l’Arcivescovo Del Corona

Edizione del: 20 settembre 2015

Da ieri è Beato, con memoria liturgica il 19 settembre, il domenicano e per 32 anni Vescovo di San Miniato, Pio Alberto Del Corona, beatificato con una solenne cerimonia a San Miniato dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.

Nell’atto petrino della Beatificazione Papa Francesco definisce il novello Beato “pastore di anime secondo il cuore di Cristo, testimone umile del Vangelo”.

Nell’Udienza Generale di mercoledì scorso Papa Francesco, annunciando la cerimonia di San Miniato aveva detto: “Il suo esempio e la sua intercessione aiutino la Chiesa a camminare nello spirito del Vangelo portando frutti di opere buone”, definendo Del Corona “zelante guida e saggio maestro del popolo a lui affidato”.

Alla liturgia hanno partecipato il Cardinale Giuseppe Betori, Metropolità di San Miniato, e quasi tutti i 19 Vescovi della Toscana, presenti moltissime autorità civili e militari e decine e decine di fedeli provenienti anche da Livorno, città natale di Del Corona, e da Firenze, città dove è stato Priore di San Marco e dove ha fondato la Congregazione delle Suore Domenicane dello Spirito Santo.

Il “vescovo bianco”, come era conosciuto a causa del suo abito, che lo rendeva simile ad un angelo, il domenicano Pio Alberto del Corona alla guida della diocesi di San Miniato dal 1875 al 1906, nacque a Livorno il 5 luglio 1837 da una famiglia di commercianti, e da subito si distinse nello studio prima in una scuola gestita dai Barnabiti poi nel convento fiorentino di San Marco dove completò la sua formazione filosofico-teologica.

E’ in questo periodo, frequentando le Conferenze di San Vincenzo, che crebbe la sua dedizione ai poveri, e con loro sperimentò uno dei tratti della sua vita: l’educazione alla fede.

Ordinato sacerdote nel 1860, si dedicò alla predicazione e alla confessione, cominciando a pensare alla fondazione di una nuova Congregazione, divenuto poi l’Istituto di Suore Domenicane dello Spirito Santo, sulla scia dell’esperienza di Santa Paola, discepola di San Girolamo.

Fondò l’“Asilo della Pietra”, in via Bolognese 111 a Firenze, per lo studio della Sacra Scrittura e l’educazione religiosa delle giovani.

Nel 1874 fu nominato Vescovo Coadiutore della diocesi di San Miniato, e alla morte del titolare divenne il nuovo Vescovo.

Nell’omelia il Cardinale Amato, ha evidenziato come il novello Beato “visitava le parrocchie, confessava, predicava, si batteva contro il vizio della bestemmia. Dovunque si recasse suscitava consensi. Vestito di bianco, il santo Vescovo veniva accolto come un angelo. Anche le sue omelie sembravano parole celesti. Talora nella visite pastorali confessava dalle quattro del mattino fino a mezzanotte, con brevi intervalli”.

“I testimoni concordano nel dire che il Servo di Dio era ammirevole nell’esercizio delle virtù cristiane, vissute a un grado fuori del comune. Il suo abito virtuoso era noto a tutti. Egli aveva fatto della sua vita un cammino verso la santità, mostrandosi un vero pastore d’anime, degno dei primi secoli del cristianesimo”.

Vissuto in un periodo storico particolarmente travagliato, dalla metà del diciannovesimo secolo all’inizio del ventesimo, fu un testimone fedele del Vangelo. La sua vita fu un costante richiamo all’amore generoso di Dio, sorgente di opere durature, all’insegna della fraternità e della giustizia.

“Il Beato Pio Del Corona – ha concluso il Cardinale Amato – fu un pastore, che, come diceva San Gregorio Magno, dialogava con Dio senza dimenticare gli uomini e dialogava con gli uomini senza dimenticare Dio”.

La cerimonia è stata resa più suggestiva dal prezioso reliquario, una vera a propria opera d’arte, realizzata dagli allievi della Sacred art School di Firenze, lo scultore Fabio Deiana e l’orafa Teresa Santoni, con la collaborazione di Francesco Paganini e Gabriele Maselli, sotto la supervisione del direttore artistico Paolo Penko.

La forma del reliquario è a busto, scelta che lo inserisce nella antica tradizione di tali opere.

La scultura è realizzata in bronzo, tramite la tecnica della fusione a cera persa.

Il reliquario è arricchito da una croce pettorale, eseguita interamente a mano e disegnata su ispirazione di quella indossata dal Beato.

La cornice della teca è stata realizzata a fusione a cera persa, la scatola della reliquia è in legno.

La reliquia vera e propria, un grande osso del corpo, è stata prelevata nei primi anni Duemila direttamente dal corpo dell’allora Servo di Dio, dal nostro Direttore, Franco Mariani, che ha curato e diretto la cerimonia della Ricognizione Canonica del corpo custodito nella cripta fiorentina del Monastero delle Suore Domenicane da lui fondate.

Riprese di Franco Mariani.

Per vedere la foto più grande basta cliccarci sopra.

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Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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