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Card. Vegliò su protezione immigrati

Edizione del: 7 luglio 2013

Il Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Cardinale Antonio Maria Vegliò in riferimento alla visita di  domani di Papa Francesco a Lampedusa, chiede che gli immigrati ed i richiedenti asilo che giungono sulle nostre coste e su quelle dei Paesi ricchi, spesso dopo viaggi allucinanti e rischiosi, “se hanno il diritto di fuggire per salvare la loro vita”, dovrebbero anche avere “il diritto di accedere all’asilo nel Paese di arrivo. Inoltre, dovrebbero essere applicati tutti gli altri diritti di protezione”.

Questo mentre “il diritto di libera circolazione e il diritto al lavoro devono essere applicati e ulteriormente estesi”.

Il Porporato ricorda poi che “i Governi dovrebbero proteggere quanti fuggono da violenze, persecuzioni e discriminazioni”.

Quindi, ricorda che nel corso degli anni, gli Stati hanno ampliato il concetto di rifugiato per rispondere alla sfida attuale, e che è anche cambiata la Legislazione Internazionale che assicura maggior protezione alle persone costrette a fuggire.

“Purtroppo, l’attuale atteggiamento di molti Governi – ha però chiarito – appare contrario a tali decisioni, fermo restando che gli Stati comunque hanno l’obbligo di assicurare protezione alle persone in fuga”.

Aggiungendo che “la visita del Santo Padre potrebbe essere un nuovo inizio per tutti noi”, il Cardinale Vegliò aggiunge che “salvare vite umane, restituendo dignità, offrendo speranza e dando risposte sociali e comunitarie, è strettamente connesso con i valori morali e la visione Cristiana”.

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