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Card. Turkson: riformare l’Onu

Edizione del: 28 settembre 2013

Il Cardinale Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, presentando nell’Aula Giovanni Paolo II in Vaticano il programma di celebrazioni del 50° anniversario dell’Enciclica “Pacem in Terris” che Papa Giovanni XXIII scrisse nel 1963, sottolinea che “per affrontare la questione delle Istituzioni politiche e della politica globale, che si rivelano oramai indispensabili per affrontare le questioni globali” legate alla difesa della pace e alla prevenzione dei conflitti nel mondo, “è necessario cominciare con l’esaminare il tema della riforma della più grande Istituzione globale: l’Onu”.

Si tratta di “un tema – osserva Turkson – all’ordine del giorno da anni, visto che da circa un ventennio è iniziato il dibattito sulla riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.

Il Cardinale Turkson sottolinea anche il ruolo che sul tema della pace può e deve svolgere l’Unesco, in quanto “l’educazione, le scienze e la cultura, seppur declinate in modo diverso dai diversi popoli della Terra, sono strumenti essenziali per costruire la pacifica convivenza della famiglia delle Nazioni”.

Inoltre, osserva il Porporato, “altre due questioni urgenti, a causa del fenomeno della globalizzazione, hanno assunto dimensioni tali da esigere l’impegno e la cooperazione della Comunità Internazionale: il lavoro o piuttosto la disoccupazione e la protezione dei diritti umani”.

Per il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, “l’attualizzazione dei contenuti della ‘Pacem in Terris’ parte dalla considerazione che la partita si gioca oggi in campi notevolmente diversi rispetto a quelli di 50 anni fa, epoca in cui la conflittualità, non sempre solo latente, era incarnata essenzialmente nella contrapposizione dei due blocchi impegnati nella Guerra Fredda”.

Turkson individua “le sfide che appaiono attualmente essere le più pericolose per il mantenimento della pace” e le indica: “Sono la difesa della libertà religiosa e in particolare la questione della persecuzione dei Cristiani nel mondo; la crisi economica, che è crisi anzitutto morale; l’emergenza educativa, particolarmente acuta nell’ambito del mass-media; i conflitti sempre più ricorrenti per l’accesso alle risorse; l’uso distorto delle scienze biologiche che lede profondamente la dignità umana; gli armamenti e le misure di sicurezza”.

Altro aspetto decisivo, nel lungo termine, per difendere e preservare la pace nel mondo riguarda “l’aspetto educativo, che fra le sue missioni principali deve avere la formazione delle coscienze”.

Qui, per il Cardinale Turkson, si inquadra “una delle questioni cruciali dei nostri giorni: la formazione di nuove generazioni di Cattolici impegnati in politica”.

In particolare, il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace pone l’accento sul “servizio nel perseguimento della giustizia sociale, tramite la realizzazione di politiche sociali adeguate ai nuovi scenari, nella creazione delle nuove condizioni necessarie per il perseguimento del bene comune e nella formazione di nuove generazioni di Cattolici impegnati in politica”.

A tal proposito, il Cardinale Turkson ricorda che “per i Cattolici, la politica deve essere vocazione. L’impegno politico è un’espressione qualificata ed esigente dell’impegno Cristiano al servizio degli altri; è un impegno – ricorda – per il bene comune”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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