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Card. Scola: rischio ateismo anonimo

Edizione del: 12 settembre 2013

Il Duomo “emblema della nuova Milano e casa degli antichi e nuovi milanesi”, Con questa immagine inizia la Lettera Pastorale dell’Arcivescovo di Milano, Cardinale Angelo Scola, “Il campo è il mondo. Vie da percorrere incontro all’umano”, presentata lunedì 9 settembre in occasione della Messa di inaugurazione del nuovo Anno Pastorale durante il Solenne Pontificale per la festa della Natività di Maria, che si è tenuta nella Cattedrale di Milano.

La Lettera Pastorale è il testo che indicherà il cammino della Chiesa Ambrosiana nel nuovo Anno Pastorale ed è indirizzata a tutti i fedeli della diocesi di Milano, non solo ai sacerdoti, alle Religiose e ai Consigli Pastorali.

Una proposta per tutti ad aprire la propria testimonianza di fede in tutti gli ambiti della vita.

Il Cardinale nella lettera ha ricordato l’Anno Pastorale che si è appena concluso e alcuni eventi che lo hanno caratterizzato, prima di tutto la visita di Benedetto XVI a Milano in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, “avvenimento straordinario”, e le celebrazioni dell’Anno Costantiniano.

La Chiesa Ambrosiana può contare ancora “su una realtà popolare viva che ha profonde radici Cristiane” eppure “occorre ammetterlo con franchezza, anche tra i Cristiani Ambrosiani esiste il rischio di una sorta di ‘ateismo anonimo’, cioè di vivere di fatto come se Dio non ci fosse”.

Scola ha parlato della situazione delle “generazioni intermedie” che terminati gli studi si immettono nel mondo del lavoro “costruendo legami affettivi, formandosi in genere una famiglia, desiderosi di una propria autonoma collocazione nella società”.

Sono queste generazioni, tra i 25 e i 50 anni “ad essere particolarmente travagliate” – ha sottolineato l’Arcivescovo di Milano – “spesso l’annuncio del Vangelo e la vita delle nostre comunità appaiono a loro astratte, lontane dal quotidiano”.

“E per questo – ha concluso – Dio sembra non interessare più”. Scola infine ha parlato del Cattolicesimo di popolo “ancora vitale sul nostro territorio” e di come sia chiamato a rinnovarsi, “curando soprattutto la trasmissione del vitale patrimonio Cristiano alle nuove generazioni”.

“Un altro importante segnale della vitalità della nostra città ci è venuto dall’Anno Costantiniano tuttora in atto. La ricchezza di iniziative di carattere culturale, storico, artistico e teologico-filosofico ci ha dato la possibilità di approfondire sia il tema del rapporto tra le diverse fedi, legato alla natura interreligiosa ed interculturale della nuova Milano, sia quello della libertà religiosa che oggi esige di essere ripensata soprattutto a partire dalla natura plurale della nuova metropoli”.

La Lettera Pastorale “vuole essere un semplice strumento per approfondire anzitutto le numerose esperienze di nuova evangelizzazione già in atto nella nostra diocesi”.

La Lettera Pastorale “esprime il desiderio dell’Arcivescovo – ha detto Scola – di rivolgersi ad ogni singolo anche ai tanti giovani presenti”.

“L’insegnamento dovrà poi interagire – ha ricordato l’Arcivescovo di Milano – con gli ambiti della vita quotidiana: gli affetti, il lavoro, il riposo2.

In una epoca “che si presenta carica di contraddizioni ma ha anche l’affascinante carattere di una nuova avventura la Chiesa Ambrosiana intende mettersi al lavoro in tutti gli ambiti della esistenza umana per edificare un nuovo umanesimo generatore di pace e vita buona”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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