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Card. Scola: pace e riconciliazione

Edizione del: 30 settembre 2013

Un appello alla pace e alla riconciliazione, avendo come obiettivo la costruzione di una “civiltà dal volto umano” è stato lanciato a Nis, nel sud della Serbia, dal Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, che ha presieduto nello stadio cittadino la celebrazione di una Messa solenne nell’ambito dei festeggiamenti per i 1700 anni dall’Editto di Milano, il documento sulla fine delle Persecuzioni dei Cristiani e l’inizio della tolleranza religiosa emanato nel 313 d.C. dall’Imperatore Costantino originario di Nis.

Il Cardinale Scola è giunto in Serbia come inviato speciale di Papa Francesco, del quale all’inizio della Messa è stato letto un messaggio di saluto in cui il Pontefice ha fatto appello alla riconciliazione fra i popoli dei Balcani divisi dalle guerre degli anni ‘90 e ha espresso la speranza e il desiderio di una piena unità fra i Cristiani.

“Porgo a tutti voi il saluto e la partecipazione a questi solenni eventi di Sua Santità Papa Francesco che mi ha fatto l’onore di nominarmi suo Inviato speciale”, ha detto nell’omelia il Cardinale Scola, sottolineando la presenza nello stadio Cair di Nis di “Cattolici, Cristiani, credenti di altre religioni e non credenti, provenienti da Serbia, Macedonia, Montenegro, Bosnia, Croazia, Slovenia, Austria e Italia”.

“Tutti noi sappiamo quanto profonde siano le diversità e le inimicizie nel nostro mondo – ha osservato l’Arcivescovo di Milano. Le ferite della violenza e della guerra, nemici dell’umanità, fanno veramente fatica a guarire…Eppure il nostro cuore non cessa di desiderare ardentemente la pace”.

“La pace, ha detto Scola, non è il quieto vivere, non si riduce alla tanto auspicata assenza di conflitto. La pace è la possibilità di unità tra gli uomini. E Gesù rende possibile l’unità perché ha eliminato l’inimicizia e ha ristabilito la nostra relazione con Dio”.

“Solo quando prende il sopravvento l’ideologia, solo quando si abbandona il primato di Dio, allora gli uomini si separano progressivamente. Il 17mo centenario dell’Editto di Milano dice a tutti noi che la libertà religiosa è garanzia di pace e di nuova civiltà in ogni società plurale”, ha affermato il Cardinale Scola che ha lanciato un appello ai giovani dei Balcani, segnati dai passati conflitti sanguinosi, affinché lavorino per la piena riconciliazione fra i popoli.

Alla Messa allo stadio di Nis erano presenti oltre 3mila fedeli - i Cattolici nella Serbia Ortodossa sono il 5% della popolazione - e con Scola hanno concelebrato il Cardinale Vinko Pulijc, Arcivescovo di Sarajevo, l’Arcivescovo Emerito di Washington Theodore Edgar MnCarryk, l’Arcivescovo di Belgrado Mons. Stanislav Hocevar, altri 24 Vescovi e 100 sacerdoti.

Erano presenti il Presidente serbo Tomislav Nikolic, il Principe Aleksandar Karadjordjevic e la Principessa Katarina, Rappresentanti della Chiesa Ortodossa, delle comunità Ebraica e Islamica.

Per la prima volta in Serbia una Celebrazione Eucaristica è stata interamente trasmessa in diretta televisiva.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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