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Card. Sandri su Egitto

Edizione del: 21 agosto 2013

Nella sempre più difficile situazione dell’Egitto in difesa dei Cristiani che hanno subito attacchi alle chiese e alle loro strutture, è intervenuto anche il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, Cardinale Leonardo Sandri.

Per il Porporato gli attacchi ai Cristiani sono “inaccettabili”, servono “dialogo e riconciliazione” mentre “mai la fede o una religione possa dare adito a una guerra o all’uso della violenza”.

“Vogliamo che ci sia veramente una possibile soluzione di questa situazione terribile in Egitto attraverso il dialogo e la riconciliazione”,ha spiegato il Cardinale.

“Purtroppo tutte le distruzioni delle chiese che hanno subito i Cristiani sono inaccettabili, soprattutto perché, in particolare i Cattolici, sono una minoranza. La rinascita del Paese deve attuarsi nel rispetto della persona umana, nel rispetto reciproco di tutte le religioni, nel rispetto della libertà religiosa”.

“Noi pensiamo – ha aggiunto,  riprendendo le parole di Papa Francesco all’Angelus di domenica 18 agosto – che mai la fede o una religione possa dare adito a una guerra o all’uso della violenza. Mai si può fare uso della forza, della violenza, del terrorismo o del potere militare per risolvere le questioni in base alla fede”.

Dall’Egitto levano la loro voce anche le comunità Cristiane, dal 14 agosto scorso sotto il tiro degli Islamici.

Finora sono 49 le chiese assaltate o bruciate accertate e decine le strutture, gli edifici e i negozi Cristiani, Ortodossi, Cattolici ed Evangelici, attaccati in tutto il Paese.

Il Patriarca di Alessandria dei Copti, Ibrahim Isaac Sidrak, fa appello affinché si comprenda che “ciò che accade in Egitto ora non è un conflitto politico tra fazioni diverse ma una lotta di tutti gli egiziani al terrorismo”.

Per questo, aggiunge, la Chiesa Cattolica locale conferma il suo “sostegno” “alla Polizia egiziana e alle Forze Armate per tutti gli sforzi che stanno compiendo per proteggere il Paese”.

Lo stesso sostegno è stato espresso dai Copti Ortodossi che aggiungono di “respingere totalmente qualsiasi tentativo di trascinare il Paese verso uno scontro confessionale” mentre si considera “del tutto inaccettabile ogni ingerenza straniera negli affari interni egiziani”.

Inoltre, si chiede che oltre al conflitto nelle strade i media non alimentino il conflitto di notizie.

“Biasimiamo – condanna Sidrak – i media che diffondono bugie e falsificano la verità con lo scopo di deviare l’opinione pubblica” mentre ringraziamo “i nostri connazionali Musulmani rispettabili che ci sono stati vicini per difendere le nostre chiese e le nostre Istituzioni”.

E dal Paese sconvolto dal caos e dalla violenza fanno sentire la loro voce anche la Chiesa Copta Ortodossa, una minoranza di circa 13 milioni, il 10% della popolazione, e quella Copta Cattolica, circa 300mila fedeli, che chiedono a gran voce, in due note distinte ma del tutto in sintonia nei contenuti, di essere ascoltate: nella “guerra” di notizie che si sovrappone al conflitto nelle città, sottolineano, bisogna comprendere che quella in atto non è una guerra civile ma “una lotta di tutti gli egiziani contro il terrorismo”.

Insomma, il messaggio dei Cristiani d’Egitto è chiaro: il Paese è nella sua gran parte unito, la convivenza e la riconciliazione sono possibili ma vanno fermati i Gruppi Islamisti responsabili di un vero terrorismo”.

 

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