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Card. Ruini: Papa spazzato nubi Chiesa

Edizione del: 27 settembre 2013

Il Cardinale Camillo Ruini, già Presidente della Cei, intervistato dal settimanale “Tempi” in edicola da ieri, giovedì 26 settembre, evidenzia che Papa Francesco “ha spazzato via le nubi che oscuravano il volto della Chiesa di fronte ai non credenti e anche ai credenti”.

Il Porporato ammonisce chi fraintende il Magistero di Bergoglio “leggendovi erroneamente l’intento di un disimpegno di fronte alle sfide del mondo: in Italia e in Europa non si sono affatto esauriti il bisogno e l’urgenza di una fattiva collaborazione tra tutti coloro, credenti o non credenti, che non sono disposti a rinunciare all’umanesimo”.

Il Porporato, alla guida per 16 anni della Conferenza Episcopale Italiana, 1991-2007, attualmente Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Joseph Ratzinger, dice a proposito della “sorpresa” Papa Francesco: “Vedo una straordinaria capacità di dire il Vangelo con le parole e le immagini della gente comune. Vedo quindi le premesse per dare nuovo vigore, anche nella nostra vecchia Europa, a una Chiesa di popolo”.

Nel colloquio col direttore del settimanale Luigi Amicone, il Cardinale risponde indirettamente anche a chi attribuisce al Pontefice una presunta volontà di “disimpegnare” la Chiesa dalla sua battaglia antropologica, culturale, civile e sociale. Per il Cattolico – rimprovera Ruini – ritirarsi dal mondo “non va affatto bene. Dobbiamo ritrovare, o anche trovare per la prima volta, la capacità di tradurre la nostra fede in giudizi concreti sulle realtà che stiamo vivendo e, sulla base di questi giudizi, fare un comune lavoro di discernimento, che ci mostrerà come una convergenza effettiva e operativa sulle grandi tematiche sociali e antropologiche sia oggi estremamente necessaria”.

Secondo Ruini, si tratta di una necessità che oggi è perfino “più chiara che 10 anni fa”.

Non solo perché la civiltà ha più che mai bisogno di “un progetto culturale basato su un’antropologia non riduttiva, che non riduca cioè l’uomo a un pezzo della natura ma riconosca invece la sua diversità e superiorità”.

Ma anche per i credenti stessi, spiega Ruini, “il legame tra Cristo e l’uomo conserva tutta la sua forza e richiede di essere non solo affermato a parole ma tradotto in pratica, a tutti i livelli”.


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