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Card. Piovanelli commenta letture domenica

Edizione del: 14 febbraio 2014

Commento del Cardinale Silvano Piovanelli

alle letture di Domenica  16 febbraio 2014

Siracide 15, 16-21 / 1 Corinzi 2, 6-10 / Matteo 5, 17-37

  • SIRACIDE

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai. Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano. Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti è la sapienza del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa. I suoi occhi sono su coloro che lo temono,  egli conosce ogni opera degli uomini.  A nessuno ha comandato di essere empi e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

            PAROLA DI DIO

 Il Siracide (così chiamato dal suo autore Ben Sira [50,27: Gesù, figlio di Sira]) ha steso la sua opera nei primi decenni del II secolo a.C.: libro destinato agli Ebrei che sperimentarono, nella loro terra, la dominazione dei Tolomei prima e dei Seleucidi dopo. Profondamente radicato nella tradizione religiosa dei padri, vede nella Legge del Signore il fondamento e la fonte prima della vera sapienza data a Israele (24,23-34).  Per la verità, il termine “Legge” non traduce esattamente il termine ebraico “Torah”, che deriva dalla radice “iaràh” e indica l’atto di scagliare una freccia, di mostrare la direzione. Anche noi sulle strade ci orientiamo seguendo le “frecce” della segnaletica. Bene: la Torah ti traccia il cammino da seguire, il cammino che conduce alla vita. Ma non detta norme fredde, rigide, impersonali; racconta ciò che è accaduto ad un popolo, il popolo di Israele: un popolo che Dio ama come una sposa, a volte fedele, il più delle volte infedele al suo Signore.

Ma la Torah rivelata a Mosè sul Sinai non era la parola definitiva di Dio. Sul monte delle Beatitudini Gesù ne ha riconosciuto la validità, ma, considerandola solo una tappa, ha indicato una nuova meta, un orizzonte esaltante, più lontano e sconfinato: la perfezione del Padre che sta nei cieli.

Per giustificare le trasgressioni della Legge, qualcuno giunge a negare la libertà umana. Ben Sira reagisce con forza: “ Non dire: “A causa del Signore sono venuto meno” …Non dire: “Egli mi ha tratto in errore” , perché “da principio Dio creò l’uomo e lo lasciò in balia del proprio volere (Sir 15,11-14). L’uomo è chiamato a scegliere tra due strade: “Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita “ (Deut 30,19-20). L’uomo è responsabile dell’orientamento della sua vita.

La grazia di Cristo, il dono dello Spirito, aiutano la nostra libertà a scegliere il bene. Ogni scelta sbagliata, a dispetto di quanto può apparire a prima vista, non esalta la nostra libertà, ma la indebolisce e la paralizza.

Spesse volte facciamo ricadere sugli altri – la società, l’ambiente, le situazioni – la responsabilità dei nostri gesti: perché vogliamo sfuggire alle nostre responsabilità ed anche perché l’opzione del bene costa sempre.

 

  • 1 CORINZI

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano». Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

            PAROLA DI DIO

 È  la sapienza cristiana, quella  di cui parla l’apostolo Paolo scrivendo ai Corinzi. L’Apostolo ne parla rivolgendosi a coloro che sono perfetti, cioè maturi nella fede: cristiani giunti a maturità spirituale, a differenza degli infanti, neonati in Cristo (3,1), ancora privi di robustezza interiore. Dio ha rivelato il suo progetto mirabile di salvezza: è la sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Come ha scritto nella finale della lettera ai Romani, questo mistero è avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede (Rom 16,25-26).

Questa sapienza, che in altre lettere è detta semplicemente mistero [“mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi “ (Col 1,26)], è cantata con una grande benedizione all’inizio della lettera agli Efesini: “Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci ad essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno di amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel suo Figlio amato ecc.” (Ef 1,3-14). Con più ragione del profeta Isaia, possiamo ripetere: “Mai si udì parlare da tempi lontani, orecchio non ha sentito, occhio non ha visto che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto per chi confida in lui(Is 64, 3). Tanto più che queste cose a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, che scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio.

Rifiutando questa sapienza diventiamo anche noi come coloro che hanno crocifisso il re della gloria.

Così, fede e rifiuto si scontrano anche in questo passo paolino, che diventa un appello alla decisione profonda e totale per Dio, da rinnovarsi subito, senza inutili e rischiosi rimandi.

 

  • MATTEO

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

            PAROLA DEL SIGNORE

Dal monte delle Beatitudini, che si specchia sul lago di Galilea, Gesù ha scandito sei “ma io vi dico”, che segnano il passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento.  Continuità e rottura al tempo stesso.

Passaggio dal legalismo alla legge dell’amore.

Passaggio dal buonsenso alla divina follia della croce.

Passaggio dalla prudenza al rischio esaltante dell’avventura.

Passaggio dall’ordine formale allo scandalo evangelico.

Non è l’abolizione della Legge. Ma la suprema perfezione, il compimento della Legge. (cf Alessandro Pronzato, Pane per la Domenica, Gribaudi 1983)

Gesù parla della Legge (la Toràh): Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento alla Legge e ai Profeti. In questa luce si capisce anche l’allusione simbolica all’ “iota” (jod, la più piccola lettera dell’alfabeto ebraico) e al “trattino” della Legge (apice, segno grafico piccolissimo necessario ad alcune consonanti ebraiche). Il cristiano non è l’uomo delle minuzie, ma l’uomo della totalità. La Legge acquista il sapore di un impegno non formale, ma radicale. Per appartenere al Regno di Dio è indispensabile vivere una fedeltà ed una coerenza totale alla volontà di Dio, così come è proposta da Gesù.

La serie delle antitesi sono una esemplificazione del modo di attuare questa volontà per partecipare al dono della salvezza (cf Gianfranco Ravasi, Celebrare e vivere la Parola, Ed. Àncora 1993)

Nella pagina odierna di Matteo ne sono riportate quattro, mentre altre due saranno proposte Domenica prossima.

  1. Antitesi sull’omicidio e la riconciliazione (vv.21-26). “Non ucciderai: chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. La vita umana è sacra e intangibile dal momento in cui sboccia fino alla sua conclusione naturale.

Ma io vi dico: Gesù guarda dentro il cuore, perché è da lì che parte l’omicidio: tra i morti, allora, troviamo coloro ai quali abbiamo giurato di non rivolgere più la parola, coloro ai quali abbiamo negato il perdono, coloro ai quali continuiamo a rinfacciare l’errore commesso, coloro ai quali abbiamo tolto il buon nome con maldicenze o calunnie, coloro che abbiamo privato dell’amore e della gioia di vivere …

Nello spirito della connessione tra culto e vita (Am 5; Os 6,6; Is 1; Ger 7; Sal 50), Gesù esige paradossalmente che il cristiano non acceda al culto se prima non ha totalmente ricomposto l’armonia col suo prossimo. Terribile questa indicazione, se pensiamo al reticolato di divisioni e di odi sottili che serpeggiano nelle nostre assemblee eucaristiche (cf  1Cor 10,17; 11,34).

  1. Antitesi sull’adulterio e lo scandalo (vv.27-30). La lettera della Toràh sembrava vietare solo le azioni cattive. Gesù, com’è solito fare, va al cuore del problema e coglie le esigenze più profonde di questo comandamento. Ci sono amicizie, sentimenti, relazioni che sono già adultèri. Siamo in un campo in cui con molta facilità si viene travolti dagli istinti e dalle passioni, che possono provocare guai seri a sé, alla propria famiglia e a quella degli altri. Gesù insiste: di fronte a certe situazioni è necessario avere il coraggio di procedere a tagli anche dolorosi. Certamente il Signore non intende parlare di mutilazioni materiali (l’occhio destro, la mano destra), ma del faticoso autocontrollo di cui parla anche san Paolo: “Tratto duramente il mio corpo e lo tengo soggiogato perché non succeda che, dopo aver predicato agli altri, venga io stesso squalificato “ (1Cor 9,27).
  2. Antitesi sul divorzio (vv.31-32). Dio ha voluto il matrimonio monogamico e indissolubile. La Bibbia lo afferma fin dalle prime pagine della Genesi : “ i due saranno un’unica carne” (Gen 2,24). Per la durezza del cuore dell’uomo si è introdotto però, anche in Israele, il divorzio. Gesù riporta il matrimonio alla purezza delle origini ed esclude la possibilità di separare ciò che Dio ha stabilito che rimanga unito.
  3. Antitesi sul giuramento (vv.33-37). Durante l’esilio a Babilonia gli Israeliti avevano assimilato, fra le altre cattive abitudini, quella di giurare a sproposito, sino al punto di non fare più un’affermazione senza accompagnarla con imprecazioni. Gesù prende posizione, chiedendo di non giurare, ma di parlare come persone dal “cuore puro” (Mt 5,8), che bandiscono dalla loro vita ogni menzogna. (Cf Fernando Armellini, Ascoltarti è una festa, Messaggero di Padova, 2010)

O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano

e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,

rendici degni di diventare tua stabile dimora.

O Dio, che riveli la pienezza della legge nella giustizia nuova fondata sull’amore,

fa’ che il popolo cristiano, radunato per offrirti il sacrificio perfetto,

sia coerente con le esigenze del Vangelo,

e diventi per ogni uomo segno di riconciliazione e di pace.

Non ti pare istruttivo e liberante intendere la “Legge” come  la “Toràh”, cioè “le dieci Parole”, che non sono semplicemente imposizioni, obblighi, quasi tasse da pagare, ma frecce direzionali, indicazioni luminose per il cammino da seguire ogni giorno  per la gioia non effimera della tua vita?

Gesù conferma la Legge, ma la illumina dandole un orizzonte sconfinato, ben definito dalle parole “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48).  Non ti pare un fatto esaltante?

Rileggi con calma la pagina degli Efesini (1,3-14) e ripètiti più volte:

-          … in Lui mi ha scelto prima della creazione del mondo

-          … predestinandomi ad essere per lui figlio adottivo …

-          … è il suo disegno di amore su di me …

-          … vuole che la mia vita sia lode dello splendore della sua grazia …

-          … in lui sono stato fatto anche erede …

-          devo ascoltare e credere al Vangelo della nostra salvezza …

-          per tutto questo ho già ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso …

Non ti lascia senza parole il fatto che Dio abbia su di te una speranza così grande da superare anche la tua immaginazione? Invoca la grazia dello stupore.

Se Gesù è venuto a dare pieno compimento alla Legge e ai Profeti, qual è il tuo atteggiamento interiore?

Esprime una adesione amorosa anche ad un iota o a un trattino della Legge trasfigurata dal Cristo?

Le antitesi [è stato detto … ma Io vi dico …] sottolineano il passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento.

Tu, hai compiuto questo passaggio dalla osservanza della Legge all’amore appassionato al Signore Gesù?

Se Gesù guarda dentro il tuo cuore, cosa vi trova? Vi trova anche che “hai ucciso” qualcuno accettando o alimentando il piacere per le difficoltà e i fallimenti del fratello e magari negando il saluto e la parola, rifiutando il perdono, parlando alle spalle con maldicenze o calunnie?

Gesù esige paradossalmente che il cristiano non acceda al culto se prima non ha totalmente ricomposto l’armonia col suo prossimo. È anche per te la parola: Va’ prima a riconciliarti con tuo fratello?

Di fronte a certe situazioni è necessario avere il coraggio di procedere a tagli anche dolorosi. Certamente il Signore non intende parlare di mutilazioni materiali, ma della volontà decisa di andare fino in fondo per restare fedeli a Dio e alla sua Parola. Sei pronto a tagliare e gettare via?

Il tuo parlare è “sì, sì”, “no, no”? Oppure c’è in te un “di più che viene dal Maligno”?

        Silvano Card. Piovanelli
Arcivescovo Emerito di Firenze


Autore: 

Silvano Piovanelli, classe 1924, della diocesi di Firenze, sacerdote dal 1947, Vescovo dal maggio 1982, Arcivescovo di Firenze dal 1983, Cardinale dal maggio 1985, dal 1990 al 1995 è stato Vice Presidente della CEI. Dal 2001 al 2005 è stato Presidente della Federazione Italiana Esercizi Spirituali.

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