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Card. Pell e le anomalie dei cattolici

Edizione del: 31 ottobre 2013

Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney e componente del Consiglio dei Cardinali chiamati da Papa Francesco nel Governo della Chiesa e a studiare un progetto di revisione della Curia Romana,  nel corso di una lezione a Venezia su “La Chiesa Cattolica nel mondo anglofono a 50 anni dal Concilio Vaticano II” in occasione dell’inaugurazione del 10mo Anno Accademico dello Studium Generale Marcianum, in materia di pratiche sessuali ed aborto, ha detto che “il primato della coscienza” da parte di molti Cattolici “viene invocato non solo contro l’insegnamento della Chiesa” andando così a scegliere “a piacimento tra i 10 Comandamenti” per giustificare scelte personali estranee alla Dottrina della Chiesa.

Pell, facendo riferimento ai cambiamenti dal 1968 ad oggi nella società ed al Concilio Vaticano II ha rilevato l’anomalia della posizioni di Cattolici “in materia di contraccezione ma anche per respingere l’idea che l’unione sessuale deve avvenire tra un uomo e una donna uniti in matrimonio, affermare la legittimità della pratica omosessuale, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’aborto e l’eutanasia” il tutto ha aggiunto “per giustificare la possibilità di ricevere l’Eucaristia dopo il divorzio civile e le seconde nozze”.

“Molte, troppe di queste persone, non sono particolarmente inclini a concepirsi come ‘meno’ Cattoliche e ancora meno come ‘cattivi’ Cattolici – ha proseguito Pell -. Troppi di loro non frequentano regolarmente la Messa domenicale ma neanche questo sembra impedire loro di considerarsi buoni Cattolici tanto quanto il Papa”.

“Dobbiamo perciò continuare il buon lavoro, iniziato in molti luoghi – ha esortato Pell – e a cominciare dai bambini della scuola primaria, per istillare in loro la convinzione che il rispetto di tutti e 10 i Comandamenti rappresentano il quadro morale di riferimento per la vita quotidiana e che abbracciare i 7 Peccati Capitali e rifiutare le virtù tradizionali non sono opzioni possibili per chi vuole seguire Cristo”.

“I crimini devono essere denunciati alla Polizia, e le mancanze morali possono sempre essere riparate attraverso il pentimento, ma le eresie sia nell’ambito della fede che della morale possono essere curate solo attraverso la libera sottomissione e il riconoscimento delle verità dell’insegnamento Cristiano”, ha detto il Cardinale Pell.

“Sappiamo dalle rivelazioni sugli abusi sessuali che peccati e crimini gravi e reiterati non solo causano grandissimo dolore a chi li subisce ma danneggiano e avvelenano la Chiesa – ha detto -. Il compito immediato è aiutare le vittime assicurando che quanti si sono macchiati di tali crimini saranno denunciati alla Polizia e alle Autorità Civili”.

“Mentre lavoriamo per sradicare questo male dalla Chiesa e per proteggere i bambini e le persone più vulnerabili – ha proseguito -, l’insegnamento Cattolico deve continuare ad essere forte e chiaro rispetto alla realtà del peccato e del male in molti altri importanti ambiti”.

“Rifiutare di riconoscere i mali che sono frutto di alcuni peccati gravi in differenti ambiti – ha aggiunto il Cardinale Pell – costituirebbe nel lungo termine un danno enorme per la testimonianza Cristiana e per la vita Cattolica e per la gente che la Chiesa serve”.

Il Cardinale Pell, inoltre ha detto che “ci vogliono escludere da spazio pubblico voci e le testimonianze religiose fossero escluse dallo spazio pubblico, e io ho il sospetto che questo obiettivo verrà perseguito attraverso piccole modifiche progressive a leggi e regolamenti piuttosto che con un assalto frontale”.

Ma, secondo Pell, “potrà esserci anche un conflitto politico aperto, a partire dalla questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Se questo fosse legalizzato ci sarebbero fortissime pressioni per presentare le unioni omosessuali come equivalenti al matrimonio e impedire l’insegnamento della comprensione Cristiana della sessualità, del matrimonio e della famiglia, anche nelle scuole religiose”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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