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Card. O’Malley su Riforma Curia

Edizione del: 26 novembre 2013

Fra 2 settimane circa il Consiglio degli 8 Cardinali,  i Consultori di Papa Francesco per la Riforma della Curia si riuniranno, per la seconda volta, per fare il punto sullo stato dell’opera.

Dopo l’incontro del prossimo dicembre e poi quello di febbraio 2014, in occasione del Concistoro annunciato per la Festa della Cattedra di San Pietro, avrà luogo una riunione del Collegio Cardinalizio.

In quell’occasione è probabile che i Porporati saranno informati almeno sulle linee guida generali del Consiglio degli 8.

Il Cardinale di Boston, il francescano Mons. Sean O’Malley, recentemente ha detto che “c’è un desiderio di riformare la Curia, di renderla più al servizio del Santo Padre e delle Chiese locali. L’obiettivo è rendere la curia più efficiente e così permettere al Santo Padre di governare più efficacemente. E’ importante rivedere le funzioni dei Dicasteri e dei Consigli Pontifici, per vedere come possano lavorare meglio”.

“La Chiesa è cresciuta molto ed è più internazionale. Così c’è un desiderio di internazionalizzare la Curia in una certa misura. Questo però potrebbe essere difficile a causa delle difficoltà linguistiche e della necessità che la gente viva a Roma”.

Il Consiglio degli 8 Cardinali, ha ribadito il Porporato americano, esiste non solo per la Riforma della Curia, ma anche per consigliare il Papa nella sua opera di governo.

Per il Cardinale O’Malley  “la Chiesa non è una democrazia. Ma la Chiesa può funzionare solo se c’è il sentimento che tu stai cercando di discernere qual è la volontà di Dio, e noi non lo facciamo solo come individui, ma lo facciamo in un’atmosfera di dialogo e di preghiera. Ma alla fine il Santo Padre prenderà le decisioni e noi ci atterremo ad esse”.

Il Cardinale si è espresso anche su il matrimonio tra persone dello stesso sesso e sui divorziati e risposati

“A Boston abbiamo una Commissione dedicata a studiare l’impatto dei matrimoni omosessuali, e il tema dell’omosessualità. Osserviamo quello che è insegnato nelle scuole pubbliche. Sappiamo che un’antropologia completamente diversa da quella della Chiesa. C’è un’attitudine così aggressiva verso chiunque difenda il matrimonio tradizionale che molte persone sono intimidite. E c’è un movimento che sta cercando di impedire l’adozione a coppie religiose. Ogni studio dimostra che la situazione ottimale per crescere un bambino è quella con i suoi genitori biologici in un matrimonio impegnato nell’amore. Ma al tempo stesso dobbiamo comunicare – e questo è difficile- che le persone omosessuali non sono non volute nella Chiesa”.

Su divorziati e risposati “il Papa - dice O’Malley – vuole che troviamo il modo di aiutare le persone nel loro secondo matrimonio a tornare ai Sacramenti e a essere riconciliati, e di vedere se il processo di annullamento può essere più user-friendly”; un termine intraducibile, che potremmo forse interpretare come “praticabile” o “dalla parte delle persone”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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