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Card. Danneels: si unioni gay no matrimonio

Edizione del: 6 giugno 2013

Nessuna opposizione alle unioni gay legalizzate dallo Stato, ma queste non devono essere chiamate “matrimonio”.

E’ la posizione espressa dal Cardinale belga Godfried Danneels  che in passato era stato accusato di aver coperto casi di abusi su minori.

La Chiesa “non si è mai opposta al fatto che esista una sorta di ‘matrimonio’ tra gli omosessuali, ma si parla dunque di ‘una sorta’ di matrimonio, non del vero matrimonio tra un uomo e una donna. Quindi bisogna trovare un’altra parola per il dizionario”, ha affermato il Cardinale, sottolineando anche che “sul fatto che questo sia legale, che venga reso legittimo attraverso una Legge, su questo la Chiesa non ha niente da dire”.

Allo stesso tempo il Cardinale ha precisato che “non bisogna rinunciare alla propria morale, ma bisogna trovare un modo di renderla credibile”, per questo “se uno Stato apre al matrimonio civile tra omosessuali è un problema di questo Stato”.

Allo stesso tempo, per Danneels, 80 anni la settimana prossima, non si possono ridurre le persone solo al loro orientamento sessuale, e per questo la Chiesa oggi tiene in considerazione in modo più sfumato “le persone nella loro globalità al posto di limitarsi ciecamente ai principi morali”.

In Belgio il matrimonio tra persone dello stesso sesso è stato introdotto nel 2003, secondo Paese dopo l’Olanda.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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