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Card. Calcagno aprirà Porta Perdonanza

Edizione del: 27 agosto 2013

Sarà il Cardinale Domenico Calcagno, domani, 28 agosto in occasione della Perdonanza Celestiniana, ad aprire la Porta Santa della Basilica di Collemaggio all’Aquila.

Calcagno è Presidente del Patrimonio della Sede Apostolica, Apsa.

Per lui un incarico “particolare” viste le condizioni dell’edificio Sacro, recentemente chiuso con un’Ordinanza del Sindaco del Capoluogo, Massimo Cialente, dopo uno studio dell’Università che individua un “concreto pericolo” di crolli in caso di nuovo evento sismico.

L’urna contente le spoglie di San Pietro Celestino V Papa, è stata trasferita domenica 18 agosto dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio nella Basilica Minore romana di San Giuseppe Artigiano in Via Sassa.

La decisione, fa sapere l’Arcidiocesi dell’Aquila, si è resa necessaria in considerazione dell’Ordinanza del Sindaco per la chiusura della Basilica di Collemaggio, per regioni legate alla staticità e sicurezza dell’edificio e pertanto è apparso necessario procedere alla traslazione dell’urna, contenente le Sacre spoglie di San Pietro Celestino V al fine di poterle custodire e tenere esposte alla venerazione dei fedeli in luogo Sacro, sicuro e adeguato.

Alle 11 di domenica 18 agosto l’urna è stata prelevata, in forma privata, dalla Basilica di Collemaggio alla presenza del Canonico Nunzio Spinelli, Rettore della Basilica stessa del sacerdote Luigi Maria Eticoco, Rettore della Basilica Minore romana di San Giuseppe Artigiano, dall’Agenzia di Onoranze Funebri Francesco Pacini dell’Aquila per essere trasferita fino ad altre eventuali decisioni, nella Basilica Minore romana di San Giuseppe Artigiano in Via Sassa.

La Perdonanza – è stato deciso – si farà lo stesso e il Comitato Organizzatore con l’Arcidiocesi studierà un percorso “rapido” di passaggio dei fedeli per lucrare l’Indulgenza concessa nel 1294 da Papa Celestino V.

“Papa Celestino fu dunque – e tale si mostrò al mondo – vero dispensatore della misericordia di Dio. Egli era ben consapevole che l’amore di Dio ci precede, perché ‘non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati’ e infatti egli ci ha amati per primo”.

Lo ricorda l’Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi, nel suo messaggio alla comunità aquilana in occasione della Perdonanza Celestiniana edizione 2013.

“Siamo ancora oggi depositari di questo inestimabile dono ‘Celestiniano’ – dice – Infatti, la bolla Inter sanctorum solemnia, con la quale il Papa proclamava il grande perdono, è sempre rimasta all’Aquila, poiché i nostri predecessori rifiutarono di aderire all’intimazione di Bonifacio VIII che ne richiedeva l’immediata riconsegna. Tale inesauribile fonte di ‘grazia’ – riconosce Petrocchi – costituisce per tutti gli aquilani un privilegio unico, ma anche una grande responsabilità, perché il dono ricevuto si trasformerebbe in condanna qualora non lo valorizzassimo appieno”.

E chiede: “Cosa fare, allora, per vivere al meglio questa straordinaria opportunità?”.

“Anzitutto – il suo monito alla collettività aquilana – dobbiamo accogliere a piene mani la sovrabbondante elargizione di misericordia che, attraverso la Perdonanza, ci viene fatta: la misericordia di un Dio, nelle stesse parole di Papa Francesco, che ‘mai si stanca di perdonare’ e che purtroppo deve, molte volte, arrendersi di fronte alla nostra pochezza, perché spesso siamo proprio noi che ci stanchiamo di chiedere perdono”.

Nel suo messaggio, il Vescovo della città terremotata ritiene “fondamentale, nella vita Cristiana, imparare ad avere misericordia verso noi stessi, perché è proprio nel nostro circuito interiore che spesso si intrecciano nodi difficili da sciogliere, per cui diventiamo giudici spietati di noi stessi, incapaci di amarci perché incapaci di perdonarci”.

“Volersi bene” esorta Petrocchi perché “se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri” e perché “il bene va fatto bene, poiché il bene fatto male genera il male”.

Parla anche di carità e della “sorella” comunione.

E conclude: “Sappiamo pure che, nel corteo delle virtù-ancelle, che accompagnano la carità e la comunione, in prima fila figurano la fedeltà e la misericordia”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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