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Card. Caffarra: imploso modello Bologna

Edizione del: 8 ottobre 2013

L’Arcivescovo di Bologna, Cardinale Carlo Caffarra, nell’omelia della celebrazione della festa Patronale, quella in cui tradizionalmente il Pastore della Chiesa bolognese fa le sue considerazioni sulla città, ha usato parole dure.

“Il modello Bologna quello che per anni è stato considerato sinonimo di buona amministrazione e convivenza sociale,è imploso perché includeva una grande menzogna sull’uomo”.

Nella sua lunga e complessa omelia, nella quale ha ribadito il suo no alle unioni gay, ha confermato il suo sostegno alla famiglia tradizionale e ha lanciato un appello per il lavoro, per il ruolo educativo della Chiesa e per l’impegno civico, Caffarra ha parlato, soprattutto della crisi del modello bolognese.

Una decadenza che, secondo Caffarra, ha un “segno inequivocabile e visibile: la nostra è diventata una città sporca, dai muri inguardabili”.

Bologna, ha detto, “ha conosciuto per molti anni dopo la Seconda Guerra Mondiale, una forma, un modo di convivere ispirato da una precisa ideologia politica. Essa ha assicurato una città in se stessa compaginata. Questo modello di convivenza è gradualmente imploso” ed il motivo è dovuto al fatto che “quel modello includeva una grande menzogna sull’uomo”.

L’implosione di quel modello, secondo Caffarra, ha lasciato “la nostra città incamminata sulla via di una progressiva disgregazione, di un progressivo disinteresse per il bene comune, di una caduta culturale del confronto politico”.

Il modello bolognese, con il suo chiaro riferimento all’ideologia del Partito Comunista che per decenni ha governato la città, conteneva secondo Caffarra “una menzogna sull’uomo: non dico sull’uomo considerato astrattamente. Una grande menzogna sull’uomo concreto, sull’uomo reale non astratto, al quale non è risparmiato il dramma della libertà. Sull’uomo che lavora; sull’uomo che desidera educare liberamente i suoi figli; sull’uomo che ogni mattino saluto, aprendo le finestre della mia camera, perché dorme nella Piazza sottostante”.

Caffarra è tornato anche a ribadire la sua contrearietà per le unioni gay: “la persona umana – ha detto – è persona-uomo e persona-donna. Il matrimonio e la famiglia si radicano in questo mistero della nostra umanità. Voler ignorare questa semplice verità circa l’uomo concreto, neutralizzando dal punto di vista etico femminilità e mascolinità, negando il significato morale proprio del corpo e dei comportamenti che ad esso si riferiscono, significa correre il rischio di scardinare millenni di civiltà”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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