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Card. Caffarra apre Anno Accademico

Edizione del: 18 novembre 2013

L’Arcivescovo Carlo Caffarra nel celebrare la Messa di inizio Anno Accademico dell’Università di Bologna, ha detto che “l’uomo che non vuole appartenere a nessuno, finisce di essere a disposizione dell’arbitrio del potere”.

Nell’omelia il Cardinale ha affrontato il tema della gratitudine, invitando a non perdere la memoria di se stessi come essere-donato.

“Cari amici, dovete essere particolarmente vigilanti al riguardo, poiché viviamo in una cultura che ci porta a negare il dono. Primo perché c’è un concetto e un’esperienza di libertà che tendono ad identificarla colla negazione di ogni appartenenza. Secondo perchè abbiamo cercato di costruire il sociale umano solo sulla categoria dei diritti. Per definizione il diritto soggettivo esclude ogni attitudine di gratitudine: ciò che è dovuto, non è donato”.

Ma, “nel momento in cui tu prendi coscienza che dipendi nel tuo essere dall’Amore; nel momento in cui prendi coscienza del rischio che ogni giorno corri di perdere te stesso, ti consegni pienamente a Dio che in Gesù ha mostrato l’infinito interesse che Egli ha per te. Questa consegna è la fede” ha spiegato Caffarra.

Per questo, ha concluso il Cardinale, ricordando “una conseguenza terribile che accade nella vicenda umana quando da essa scompare o in essa si oscura il senso del dono e della gratitudine”.

“La vicenda umana che esclude positivamente dal suo orizzonte la gratitudine, è costretta a ritenere insensata la domanda: ‘nelle vostre città, forestieri, fu un dio o un essere umano responsabile della fissazione delle leggi?’. L’uomo che non vuole appartenere a nessuno, finisce di essere a disposizione dell’arbitrio del potere”.


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