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Card. Betori su Riforma Cei

Edizione del: 22 dicembre 2013

Il Cardinale Giuseppe Betori, attuale Arcivescovo di Firenze, e per due mandati Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, intervistato da News Cattoliche sulla Riforma della Cei che Papa Francesco vorrebbe attuare ha detto: “Sembra che un Papa può far tutto, ma, per esempio, non può cambiare lo Statuto della Cei, se prima la Cei stessa non presenta al Papa il suo progetto di cambiamento, attraverso il passaggio che va necessariamente dentro un’Assemblea Generale della Cei. Fino a Maggio 2014 non se ne parla, quindi da qui a maggio vedremo quali saranno le proposte, soprattutto se a fine gennaio il Consiglio Permanente (il Parlamentino della Cei di cui fa parte anche Betori ndr)   presenterà  delle proposte”.

“Entro il 7 di gennaio tutte le Conferenze Episcopali Regionali dovranno rispondere a 4 domande che il Consiglio Permanente ha proposto per esplicitare il desiderio del Papa, che fondamentalmente è duplice: da una parte quello della valorizzazione delle Conferenze Episcopali Regionali stesse, dall’altro di accrescere le modalità di partecipazione all’interno della struttura della Conferenza, comprese le modalità di elezione dei vari ruoli della Conferenza. Non bisogna staccare il tema elezione della direzione di un Presidente, del Segretario, da questa visione più partecipativa. Questo è lo scopo: avere una Conferenza più partecipante, più partecipata, e una valorizzazione delle Conferenze Episcopali Regionali”.

Per Betori i tempi sono molto ristretti: “a fine marzo dovremmo avere delle proposte da fare all’Assemblea, perché in Assemblea non si può arrivare senza l’approvazione del Consiglio Permanente. Sembra una cosa verticistica, ma in realtà è molto più legata a momenti di consultazione, di partecipazione. Solo il Consiglio Permanente può dare il permesso di presentare all’Assemblea delle proposte. Quindi a fine marzo si dovrebbe avere un orientamento per sapere se a maggio possiamo votare in Assemblea Generale una Riforma della struttura della Cei, che poi però, per andare a regime, dovrà avere prima l’approvazione del Papa attraverso l’approvazione della Congregazione per i Vescovi e poi dei tempi tecnici di attuazione, perché se dovessero arrivare forme nuove di elezioni c’è bisogno di un’altra Assemblea . Siamo in cammino”.

Un processo che, se i Vescovi italiani volessero, potrebbe concludersi durante la prossima Assemblea straordinaria, prevista per Novembre 2014, già candalerizzata da tempo, in quanto appuntamento previsto in quel mese ogni due anni.

Sul progetto di Riforma il Cardinale Betori ha comunque le idee chiare: “La mia esperienza dice che siccome il Vescovo di Roma è un Vescovo italiano, è bene che anche il Vescovo di Roma stia dentro ai processi partecipativi. Il problema è sapere come. Però è bene che non ci sia un processo unicamente dei Vescovi italiani senza il Vescovo di Roma. Per esempio, il modo con cui si nomina il Segretario Generale, è un tentativo di far questo, non dico che sia il migliore, ma è un tentativo, perché si parte da una terna di nomi su cui non tutti i Vescovi del Consiglio Permanente votano, questi voti li conosce solo il Papa, il quale quindi fa una scelta che è sua, ma tenendo conto di quello che è l’orientamento del gruppo dei Vescovi che hanno votato nel Consiglio Permanente”.

“Ecco, questo mix, tra responsabilità del Papa e responsabilità dei Vescovi, non dico che sia il meglio, però è un modo in cui si è cercato di tenere insieme che i Vescovi dicano la loro e il Papa dica la sua. Ovviamente la parola del Papa non può essere un voto di 226 Ordinari. Per me, ci deve essere un momento in cui il Papa interviene, perché sennò vien fuori una cosa abnorme dal punto di vista ecclesiologico: che i Papi, compreso e soprattutto Papa Francesco, che sottolineano che sono  Papi in quanto Vescovi di Roma, poi  tirano fuori la diocesi di Roma dalla comunione delle Chiese d’Italia. Ecclesiologicamente, la diocesi di Roma, è una diocesi italiana, che deve esprimersi. Io non ho una ricetta. Qui ci vogliono i giuristi che sanno loro come combinare queste cose. Guai però a dividere i Vescovi italiani dal Papa. Bisogna stare insieme”.

L’intervista integrale su questo tema e altri temi affrontati dal Cardinale Betori sarà pubblicata domani.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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