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Card. Betori incontra giornalisti

Edizione del: 21 dicembre 2013

Tradizionale incontro pre natalizio dell’Arcivescovo di Firenze, Cardinale Giuseppe Betori, con i giornalisti fiorentini per lo scambio di auguri e il messaggio natalizio alla città.

“Per chi crede – ha detto il Porporato – il Natale e la dimostrazione più evidente della fiducia che Dio ha nell’uomo e quindi attraverso la testimonianza dei credenti può diventare una spinta a ritrovare fiducia anche per chi non crede”.

Sollecitato dal direttore di News Cattoliche Betori ha ricordato anche le tante risposte che la Chiesa fiorentina dà alle situazioni di povertà, ricordano come “la tradizione di questa città è da secoli una tradizione di attenzione alle fragilità umane, e di innovazione continua, creando sempre cose nuove per rispondere a queste esigenze: non ci siamo fermati alle Misericordie. Oggi, ha aggiunto, la Caritas è di fatto lo strumento di cui anche la società si serve per venire incontro alle emergenze della gente”.

Betori ha rivelato ai giornalisti che “tutto quello che arriva a me per il mio ministero viene versato in un conto corrente che chiamiamo la cassa dei poveri. Vedo anche dalle oscillazioni di questo conto che le richieste sono sempre di più. Tra le richieste più frequenti, quella di un aiuto per pagare le bollette o l’affitto, oppure la richiesta di un tetto: riusciamo ad offrirlo a tutti ma a costo di dividere la famiglia, gli uomini da una parte e donne e figli da un’altra. Qualcosa di più per tenere insieme la famiglia anche nelle condizioni di estremo disagio dovremo farla, noi assieme alle autorità preposte”.

I giornalisti, curiosi,  hanno chiesto a Betori, se c’è stato nelle parrocchie un effetto Papa Francesco: “Si, questo si nota. I miei preti – annuisce anche il Vescovo Ausiliare Mons. Claudio Maniago – mi dicono che ci sono persone lontane che ascoltando il Papa tornano alla Chiesa. Quelle del Papa non sono parole nuove, ma sono dette in un modo che colpisce chi era abituato a sentire parlare in ecclesiastichese. C’è sicuramente un risveglio che tocca le coscienze”.

“Il Papa –  precisa però l’Arcivescovo fiorentino – non immette temi nuovi ma lo fa con una freschezza e con una capacità di riportare le questioni all’essenzialità che le Chiese occidentali avevano perso dietro alla responsabilità che si sono dovute sobbarcare di risposta intellettuale e culturale verso ideologie che si erano poste contro la Chiesa. C’era da rispondere a Nietzsche, a Hegel… Questo Papa non è fuori dal mondo delle idee, ma ci ricorda che il primato è un altro”.

Ovviamente non poteva mancare una domanda sul Convegno ecclesiale del 2015, quando tutta la Chiesa italiana si riunirà a Firenze: “sono attesi 2.500 delegati, ci sarà probabilmente un momento celebrativo di accoglienza in Cattedrale mentre i lavori si svolgeranno alla Fortezza da Basso. Riguardo alla presenza del Papa, la Conferenza Episcopale Italiana ha già formalizzato l’invito, aspettiamo una risposta ufficiale e di sapere come eventualmente si svolgerà la visita. Su questo noi come diocesi non possiamo intervenire, siamo solo spettatori. Il 12 settembre ho avuto un udienza privata con il Papa e abbiamo parlato anche di questo”.

Prima di rispondere all’ultima domanda anche uno sguardo alla Visita Pastorale iniziata in questo 2013 e che da gennaio a giugno prossimo visiterà le 28 parrocchie del Vicariato Empolese mentre da settembre, se da parte civile sarà preso atto giuridicamente della riforma delle parrocchie, visiterà il Vicariato di San Giovanni, ovvero il centro storico della città di Firenze, che ha visto una drastica riforma delle parrocchie e dei loro confini, ridotte dell’oltre il 70%, pur lasciando inalterati e aperti tutte le chiese e cappelle.

 L’ultima domanda è stata posta da News Cattoliche e riguarda la riforma della Cei, che potrebbe cambiare il modo di nomina del Presidente dei vescovi italiani, oggi prerogativa del Papa, quale Metropolita italiano, e che invece, almeno secondo Papa Francesco, dovrebbe essere per elezione diretta da parte degli stessi oltre 200 vescovi italiani, come per tutte le Conferenze Episcopali.  Betori ha detto che “la mia esperienza (è stato Segretario Generale della Cei per due mandati, prima di essere nominato Arcivescovo di Firenze ndr) dice che è bene che il Vescovo di Roma sia dentro ai processi decisionali: non ho una ricetta precisa, ma ci deve essere un momento in cui il Papa interviene nella scelta del presidente”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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