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Card. Betori: denuncia, no giudizi

Edizione del: 16 settembre 2013

“Se dobbiamo segnalare problemi e pericoli, li denunciamo come tali e non come un giudizio sulla città, tantomeno sulle sue Istituzioni, a cui ribadisco disponibilità alla collaborazione”, lo ha detto il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, parlando all’Assemblea del Clero fiorentino.

“Sono parole – ha aggiunto il Cardinale – che vogliono proporsi come un richiamo, perché si sia avvertiti dei rischi che possono inquinare la nostra vita e impediscono di costruire insieme il bene comune. Non ho bisogno di fare elenchi, perché sono le cronache di ogni giorno a fungere da segnalatori e a chiedere che nulla venga sottovalutato di ciò che mette in discussione la figura piena della persona e la ricchezza di una società varia ma unita e solidale”.

“Ancora oggi – aveva rilevato precedentemente Betori – vogliamo sperare che ci possano essere tra noi energie per riprendere questa strada maestra dell’identità di Firenze, quella che – per dirlo in modo sintetico – sa unire arte e carità, cultura e solidarietà”.

In occasione dell’omelia per il Patrono della città, San Giovanni, nel giugno scorso il Cardinale aveva parlato di “improvvida voglia di trasgressione” della città, sollevando la reazione del Sindaco Matteo Renzi.

“Si parla molto di crisi economica e di parametri produttivi e finanziari preoccupanti per il futuro del Paese, ma appare del tutto insufficiente l’attenzione verso le persone coinvolte dalla crisi, soprattutto verso coloro che perdono il lavoro o che attendono invano di averne uno”.

“Aiutare ciascuno a trovare la propria collocazione nel lavoro, per potervi esercitare le proprie potenzialità, è essenziale per una corretta gerarchia dei fini nella società. A questo – ha aggiunto il Cardinale – sono state indirizzate le iniziative prese dalla diocesi per dare nuove occasioni a chi ha perduto il lavoro. Iniziative assai parziali, nelle misure permesse dalle nostre limitate disponibilità, ma indicative di una strada, quella della intrapresa, che ci permettiamo di proporre a tutti”.

“Nonostante quanto si riuscirà a fare per la ripresa economica, – ha proseguito il Cardinale – resteranno però sempre zone di povertà che continueranno a chiedere aiuto e solidarietà e dovranno ottenere una risposta coerente con l’identità storica della comunità fiorentina. La Chiesa è presente, nelle varie forme organizzative delle sue molteplici espressioni, per non far mancare a nessuno vicinanza e sostegno”, ha sottolineato ancora il Cardinale rilevando che la Chiesa è pronta “a ogni collaborazione, nella chiarezza delle diverse competenze, avendo come meta il bene comune”.

In questo contesto l’Arcivescovo ha rilanciato il “patto per Firenze”, a cui qualche anno fa lo stesso Betori chiamò a cooperare Istituzioni e forze produttive del territorio, senza però ricevere risposte concrete.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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