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Card. Bertone: tra corvi e vipere

Edizione del: 4 settembre 2013

Il Cardinale Tarcisio Bertone, all’indomani dell’annuncio di Papa Francesco della sua sostituzione con l’Arcivescovo Pietro Parolin, ha rotto il silenzio con i giornalisti, rivendicando il buon lavoro svolto al vertice della Segreteria di Stato della Santa Sede.

Il ruolo di Segretario di Stato Vaticano non è un ruolo facile, sempre nell’occhio del mirino della stampa internazionale, ma anche dei tanti “amici-nemici”, soprattutto in “casa”.

Tante sono le “accuse” rovesciategli addosso, specie negli ultimi due anni, frutto di un “intreccio di corvi e di vipere”.

Dopo 7 anni da Cardinale Segretario di Stato Vaticano, chiamato a questo compito da Papa Benedetto XVI, che ha scelto un Porporato non tra le file della diplomazia vaticana, ma dalle file dei pastori – all’epoca Bertone era Arcivescovo di Genova -questi si toglie ora “qualche” sassolino dalla scarpe.

“Ho avuto i miei difetti – ha detto ai giornalisti che lo incalzavano – ma ho dato sempre tutto: e non si può affermare che non abbia cercato di servire la Chiesa”.

Parole amare, quanto orgogliose, quelle del Cardinale numero due della complessa, quanto strutturata, gerarchia vaticana.

Sopra di lui solo il Papa e Dio, o Dio e il Papa, a seconda dei casi….

Tante le recriminazioni di Bertone, soprattutto per la stagione Vatileaks, di cui è stato il maggiore bersaglio.

 “Il bilancio di questi 7 anni lo vedo positivo. Naturalmente – ha proseguito – ci sono stati tanti problemi, specialmente negli ultimi due anni, mi hanno rovesciato addosso accuse… Un intreccio di corvi e di vipere… Però questo non dovrebbe offuscare quello che ritengo sia un bilancio positivo”.

“A volte – ha detto ancora Bertone – ci sono dei bilanci viziati un po’ da pregiudizi. Un bilancio onesto non può non tener conto del fatto che il Segretario di Stato è il primo collaboratore del Papa, un esecutore leale e fedele dei compiti che gli vengono affidati. Cosa che ho fatto e farò”.

“Da una parte sembra che il Segretario di Stato decida e controlli tutto, ma non è così – ha spiegato  Bertone -. Ci sono state delle vicende che ci sono sfuggite anche perché quei problemi erano come ‘sigillati’ all’interno della gestione di certe persone che non si ponevano in collegamento con la Segreteria di Stato”.

Bertone non è andato oltre, ma negli ultimi anni le vicende che hanno messo in difficoltà il Governo della Curia, e lui, non sono certo mancate.

Per gli addetti ai lavori i 7 anni di “pontificato” di Bertone alla Segreteria di Stato sono stati i peggiori tra gli ultimi Cardinali a capo della diplomazia della Santa Sede.

Per trovare un predecessore al suo “livello” bisogna andare di diversi secoli indietro.

La troppa fiducia – giusta o non giusta – che riponeva in Bertone Papa Benedetto, che lo ha avuto come suo braccio destro alla Congregazione Vaticana della Dottrina della Fede, assieme al “disimpegno pastorale attivo” dello stesso Pontefice, amante più della scrittura e della musica, lo hanno spesso portato ad intraprendere strade tortuose che non hanno giovato a lui, alla Santa Sede e alla Chiesa.

Abituati alle ferree, quanto spesso altezzose, almeno all’apparenza, figure dei Segretari di Stato del Novecento, i Cardinali Jean Villot (Papa Paolo VI, Giovanni Paolo I e II)e Agostino Casaroli e Angelo Sodano (Giovanni Paolo II), tutti provenienti dalle diplomazia vaticana, che prima di arrivare alla Loggia più alta del Palazzo Apostolico hanno studiato, prima alla scuola dei diplomatici del Vaticano, poi nel servizio diplomatico nelle varie Nunziature sparse nel mondo, il Cardinale Bertone ha pagato, a caro prezzo, questa mancata preparazione.

Non a caso Papa Francesco ha scelto il “suo” Segretario di Stato tra le file dei diplomatici vaticani, anche se, per molti di questi, ha scelto un “giovane” diplomatico anziché uno “navigato”.

I prossimi mesi ci diranno se la scelta di Papa Bergoglio è stata la scelta giusta, come quella fatta dai Cardinali durante il Conclave dello scorso marzo nella Cappella Sistina.

E sempre i prossimi mesi ci diranno se il Cardinale Bertone si comporterà “bene”, lasciando l’appartamento di rappresentanza  nel Palazzo Apostolico al momento in cui scadrà il suo mandato, il prossimo 15 ottobre, quando il suo successore, l’Arcivescovo Parolin entrerà in servizio effettivo – cosa che non fece a suo tempo il suo predecessore, Cardinale Sodano – e se si abituerà a fare il “pensionato”– anche se manterrà altri incarichi e uffici in Vaticano – nel suo nuovo attico all’interno di un prestigioso palazzo dei Giardini Vaticani, accanto alla Residenza Santa Marta, dove abita Papa Francesco, oppure continuerà nei suoi “particolari progetti”.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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