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Card. Bertone aspirava Arciprete S. Pietro

Edizione del: 8 settembre 2013

L’uscita dalla Segreteria di Stato, dove il prossimo 15 ottobre passerà le consegne all’Arcivescovo Mons. Pietro Parolin, lascia ancora di più l’amaro in bocca al Cardinale Tarcisio Bertone anche perché il Porporato,che per 7 anni è stato “Primo Ministro” del Papa, non potrà coronare quello che sarebbe stato il suo vero desiderio: diventare Arciprete della Basilica di San Pietro, la carica cui avrebbe aspirato come “onorevole” via d’uscita al momento del suo “pensionamento” da Segretario di Stato.

A diventare Arciprete di San Pietro – carica occupata dal 31 dicembre 2006 dal Cardinale Angelo Comastri – Bertone avrebbe puntato già durante il Pontificato di Benedetto XVI: nel caso la cosa si fosse realizzata, Bertone avrebbe cumulato un tris di incarichi uguagliato nell’ultimo secolo dal solo Eugenio Pacelli, che prima di diventare Papa col nome di Pio XII era stato contemporaneamente Segretario di Stato, Camerlengo e, appunto, Arciprete della Basilica centro della Cristianità.

Un ruolo, quest’ultimo, che con l’annessa presidenza della Fabbrica di San Pietro comporta tra l’altro la gestione di consistenti risorse finanziarie e lavori.

Il desiderio di Bertone non si è concretizzato sotto Ratzinger, giunto poi alla storica rinuncia al Pontificato.

Il Segretario di Stato, che era già in “prorogatio” fin dal compimento dei 75 anni di età, cioè dal 2 dicembre 2009, sarebbe quindi tornato alla carica col nuovo Papa, proprio per garantirsi una soddisfacente “exit strategy” al momento del ritiro dalla Segreteria di Stato, comprendente anche la residenza che spetta all’Arciprete di San Pietro.

Ma anche in questo caso non c’è stato nulla da fare.

Bergoglio non ha assegnato null’altro al Segretario di Stato uscente che, a questo punto conserverà per ora la carica di Camerlengo e quella di Presidente della Commissione Cardinalizia di Vigilanza dello Ior.

Non oltre, comunque, il compimento degli 80 anni di età nel dicembre 2014.

Oppure, se arrivasse prima, fino a un’eventuale riforma dello Ior che ne mutasse l’assetto di “governance”.

Lasciando la Segreteria di Stato e l’appartamento a lui riservato nella Prima Loggia, il Cardinale Bertone rimarrà comunque ad abitare in Vaticano.

Per lui è stato individuato l’appartamento che era dell’ex Capo della Gendarmeria, Camillo Cibin, all’ultimo piano del Palazzo del Comando: per quanto già di ampie dimensioni, a Bertone sarebbe stata garantita anche la disponibilità di altri locali.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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