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Card. Ballestrero: via iter Beatificazione

Edizione del: 7 marzo 2014

Cardinale BallestreroIl Cardinale Anastasio Alberto Ballestrero, Presidente della Conferenza Episcopale Toscana, potrebbe un giorno diventare  nuovo Beato della chiesa.

E’ stato infatti aperto il processo di beatificazione dell’Arcivescovo torinese, che  nacque a Genova il 3 ottobre 1913, e che giovanissimo entrò nei Carmelitani, al Deserto di Varazze, dove poi ha voluto essere sepolto.

Prete dal 1936, divenne Priore di Sant’Anna a Genova, Provinciale della Liguria e  Preposito Generale dell’Ordine dal 1955 al 1967.

Come Superiore Maggiore, partecipò a tutte le fasi del Vaticano II, divenendo uno dei più stretti Collaboratori di Paolo VI, che lo nominò Arcivescovo a Bari nel 1973 e poi a Torino nel 1977.

Ricevetta la porpora cardinalizia nel 1979,  nominato dal Papa Presidente della Cei, carica che resse fino al 1985.

Concluse il mandato con la celebrazione del Convegno Nazionale di Loreto.

Terminato il Ministero a Torino si ritirò a Bocca di Magra, nel Monastero di Santa Croce, dove morì il 21 giugno 1998.

Come Pastore di Torino il Cardinale Ballestrero visse la stagione difficilissima degli Anni di Piombo, celebrando i funerali di dirigenti sindacali, giornalisti, poliziotti uccisi dalle Brigate Rosse e da Prima Linea.

“La diocesi è un impegno che mangia vivo il Vescovo in quanto gli ruba ogni respiro, non ha pace né giorno né notte”, confessava il Cardinale.

Il suo Episcopato fu uno spendersi interamente per la Chiesa e la città, a cui si aggiunse per 6 anni anche l’impegno gravoso di Presidente della Cei, anni che coincisero con il nuovo Concordato, e il “cammino di riconciliazione” del Convegno di Loreto.

Non ultimo la datazione della Sacra Sindone, da secoli conservata a Torino, che misero in dubbio l’origininalità della sacra reliquia: commentando le sofferenze e le vicissitudine affrontate da Ballestrero con questi esami il Cardinale Agostino Casaroli, allora Segretario di Stato, se ne uscì con questa battuta: “Eminenza, quando lei morirà avrà diritto ad essere avvolto nella Sindone almeno per 48 ore!”.


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