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Card. Bagnasco: strada in salita per crisi

Edizione del: 30 agosto 2012

Dalla crisi si esce “solamente uniti perché la strada intrapresa, in Italia come altrove nel mondo, è fortemente in salita”.

Lo afferma il Presidente della Cei Angelo Bagnasco.

Sottovalutare il contesto “europeo e mondiale” della crisi “sarebbe illusorio e suicida. Nel cuore abbiamo il peso della crisi. Il pensiero corre a chi ha lavoro e spera di tenerlo, a chi lo cerca e non lo trova, a chi l’ha perso. La grave congiuntura economica, con ricadute preoccupanti su occupazione e vita sociale del Paese, dell’ Europa e del mondo, non è una crisi congiunturale ma di sistema”.

“Uscire dalla strettoia, che ha costi alti per famiglie, giovani, adulti e pensionati – ha detto – è possibile ma solo insieme perché insieme si affrontano le prove più dure” perché “se le persone si sentono sole davanti alle difficoltà, si deprimono e arrendono, finiscono ai margini, preda del peggio: senza lavoro, il male ha buon gioco”.

La Chiesa, “spinta dalla sollecitudine per la Nazione fa appello alla responsabilità dell’intera società nelle sue articolazioni – istituzioni, mondo politico e della finanza, del lavoro e delle sue rappresentanze – perché prevalga il bene generale su qualunque altro interesse. E’ necessario -ha aggiunto- stringere i ranghi dell’amore al Paese. La vita della gente è segnata in modo preoccupante, e sente che il momento è decisivo: dalla sua soluzione dipende anche la tenuta sociale”.

Parlando della Chiesa ha poi detto: “Denigrare o ostacolare in modo subdolo” la Chiesa che è “una presenza vicina a tutti, significa far del male alla gente indigente e sola, alla ricerca di un pane, ma prima ancora di attenzione, ascolto, fiducia. In questo contesto difficile – ha aggiunto il Presidente della Cei – anche la Chiesa fa la sua parte con responsabilità e impegno. La fitta rete di solidarietà di parrocchie, centri di ascolto, associazioni, movimenti e gruppi, mense e dispensari, iniziative educative e culturali, campi e gruppi estivi, dove i genitori chiedono di portare i propri figli mentre sono al lavoro, esprime che Dio è Amore e che la Chiesa è madre. Sacerdoti e anime consacrate, operatori laici giovani e adulti, sono una schiera generosa e fedele – ha sottolineato il Cardinale Bagnasco – che non aspetta ringraziamenti umani, ma che cerca di allargare sempre più le braccia per accogliere quanti più possibile: scovando chi, per pudore, non chiede ma ha bisogno”.

Foto di Nicola Nuti © newscattoliche.it 2012
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Autore: 

Carmen Ierardi, 34 anni, laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Pisa, ha studiato Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Beato Niccolò Stenone” di Pisa.

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