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Card. Bagnasco: no dimissioni

Edizione del: 1 ottobre 2013

Da ambienti Cei vicini alla Presidenza vengono definite false le indiscrezioni pubblicate ieri da alcuni quotidiani italiani sul fatto che il Cardinale Presidente Angelo Bagnasco e i 3 vice Presidenti della Conferenza Episcopale Italiana abbiano presentato a Papa Francesco la disponibilità a lasciare l’incarico.

“Una non notizia, un fatto mai avvenuto”, si sottolinea alla Cei.

“Le dimissioni non ci sono state: non sono state richieste dal Papa, non sono state presentate, né tanto meno accolte – dicono alla Cei -. Questi sono i fatti, quindi non si capisce di che stiamo parlando”.

Alcuni giornali hanno pubblicato l’indiscrezione secondo la quale il Cardinale Bagnasco, il cui secondo mandato scade nel 2017, sarebbe pronto a lasciare la guida dei Vescovi italiani, rimanendo al suo posto solo nella fase di revisione dello Statuto, in vista della Riforma che dovrebbe portare all’elezione del Presidente della Cei da parte dei Vescovi e non più, unica Conferenza Episcopale nel mondo, alla sua nomina diretta da parte del Papa.

Ma gli ambienti Cei vicini alla Presidenza liquidano la notizia come “frutto forse di suggestioni del clima politico, con le richieste di dimissioni dei Ministri, che proiettano sulla Conferenza Episcopale quello che non è”.

Le dimissioni, insomma, “non sono state richieste, né presentate, né tanto meno accolte”.

Quindi si sta ragionando “su cose che non sono avvenute” e si è in presenza solo di “fuffa di retroscena”.

Quello che c’è di vero, dicono alla Cei, e che è stato già detto “in tutta trasparenza”, è che “c’è stata la richiesta di Papa Francesco di avviare un processo che valorizzasse la Cei nei suoi singoli Membri, quindi anche il ruolo delle Conferenze Regionali”.

E che si potrà arrivare anche a “rivedere eventualmente parti dello Statuto, ma questo se e quando i Vescovi lo riterranno opportuno”.

In altre parole, quello riguardante l’eventuale elezione del Presidente della Cei, è “un processo che non è ancora avvenuto e che al momento è da ritenersi futuribile”.

Il diretto interessato, il Cardinale Bagnasco, non ha fatto nessun cenno alle notizie sulle sue presunte dimissioni dalla Cei.

In occasione di una Messa celebrata nel Santuario di San Michele a Recco, l’Arcivescovo di Genova non ha rilasciato dichiarazioni né ha fatto riferimenti alla situazione durante l’omelia.

Ha invece parlato tra l’altro della fede che “se non può vincere le difficoltà, aiuta a superarle”.

Anche i Vescovi che hanno partecipato nei giorni scorsi al Consiglio Episcopale Permanente hanno dipinto un quadro ben lontano da quello delle dimissioni del Vertice.

Il lavoro sulle indicazioni date alla Cei da Papa Francesco è stato descritto anche nel comunicato finale.

Il Pontefice, vi si legge, “ha espresso la volontà che, nel segno della collegialità, la partecipazione dei Vescovi alla vita della Conferenza Episcopale Italiana sia sempre maggiore: per un’assunzione ampia e attiva di orientamenti e decisioni sempre meglio condivise, per un giudizio concorde e scelte corrispondenti in ordine alle circostanze Pastorali di questo tempo”.

“Tali indicazioni – è stato sottolineato – sono state fatte proprie prontamente con piena e cordiale disponibilità dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana per un primo scambio e l’avvio di un processo di sereno approfondimento”.

Questo è quindi, se si vuole, lo “stato dell’arte” in tema di revisione dello Statuto Cei.

Lo stesso Segretario Generale, l’Arcivescovo Mariano Crociata, ha spiegato ai giornalisti che la possibilità che anche la Cei arrivi ad eleggere da sé il proprio Presidente rappresenta “un percorso tutto aperto, che può significare il mantenimento di una forma o l’adozione di un’altra”, in un confronto ampio tra i Vescovi che avviene “nella più grande serenità e apertura, senza preclusioni per un verso ma senza decisioni precipitose o anticipate per un altro”.

Sempre gli ambienti Cei sottolineano, tra l’altro, che quella che è stata la richiesta del Papa in materia di collegialità è anche “la richiesta dei Vescovi italiani”, che “il dialogo è avviato” e che tutto procede nella massima sintonia con la visione del Pontefice, Vescovo di Roma e Primate d’Italia.

“D’altronde – si osserva -, durante la conferenza stampa sul volo di ritorno da Rio, alla domanda su quale sia stata la cosa migliore dall’inizio del suo Pontificato, lo stesso Papa Francesco ha risposto che era stato il suo incontro con i Vescovi italiani”.

“E’ stato tanto bello, tanto bello – aveva detto in effetti Bergoglio -. Come Vescovo della Capitale d’Italia, con loro mi sono sentito a casa”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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