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Camilliani: continua il nostro lavoro

Edizione del: 16 novembre 2013

Nonostante i “giorni bui” che i Camilliani stanno vivendo dopo l’arresto del loro Superiore Generale, “giorni di dolore e disorientamento” l’Ordine – presente in quasi 40 Paesi del mondo – continua la “sua attività con rinnovato vigore, ricordando gli insegnamenti del Fondatore Camillo de Lellis, Patrono degli ammalati e dei luoghi di cura”.

Proseguono le reazioni dei Camilliani dopo l’arresto del 6 novembre del Superiore Generale Padre Renato Salvatore, accusato di sequestro di persona.

Una testimonianza, sotto forma di lettera aperta, è venuta dai giovani Camilliani: “Ultimamente si è detto di noi Camilliani veramente tanto. Alcune cose vere, altre, ci auguriamo, false. Eppure si è parlato. I Camilliani, finalmente, sono usciti allo scoperto: un Ordine Religioso tanto antico, eppure per alcuni totalmente nuovo. Noi giovani Camilliani siamo niente di più e niente di meno ragazzi, giovani o uomini adulti che hanno fatto un incontro speciale, un incontro che ci ha condotto finalmente a decidere. E, si sappia, siamo felici di tutto questo. Siamo felici di ‘giocarci la vita’ nella povertà, nella castità, nell’obbedienza; siamo felici di servire il prossimo anche a rischio della nostra salute; siamo felici di vivere in fraternità, con altri giovani chiamati o con confratelli più grandi di noi ed anziani, ognuno un po’ specchio di chi sono io e al tempo stesso di chi forse sarò domani”.

“Se dunque pensiamo alla nostra personale vocazione che si va ad inserire in una storia ricca di Martiri della carità e di veri eroi senza alcuna medaglia; se dunque crediamo in ideali possibili perché già vissuti da altri e in un altrettanto possibile apporto futuro di novità nel servizio e nella vita Religiosa; allora attestiamo sicuri che scossoni, turbamenti, scandali, tentazioni, maldicenze e roba simile, mai ci distoglieranno dall’essere e dal divenire sempre più Ministri degli Infermi, figli di San Camillo impegnati nella Chiesa e nel mondo, accanto all’uomo malato in nome di Cristo”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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