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Brasile: proposta per curare gay

Edizione del: 27 giugno 2013

Prova ad usare l’ironia Toni Reis, 49 anni, Responsabile del Gruppo per la Difesa degli Omosessuali brasiliani “Dignidade”, per commentare la controversa proposta di Legge presentata alla Camera dalla Chiesa Evangelica, conosciuta anche come “cura gay”.

“Se siamo malati, significa che siamo invalidi e, se lo siamo, devono darci la pensione”.

La proposta, cavallo di battaglia della Chiesa Evangelica Brasiliana, è stata approvata dalla Commissione Diritti Umani e deve ora superare il vaglio di altre due Commissioni prima di approdare in aula.

L’iniziativa, presentata dal Deputato Joao Campos, è stata fortemente sostenuta dal Presidente della Commissione, il Pastore Evangelico Marco Feliciano, criticato dalle Organizzazioni per i Diritti Umani per le sue dichiarazioni considerate omofobiche e razziste.

Il 14 maggio scorso, il Consiglio Nazionale di Giustizia ha autorizzato in Brasile le unioni tra lo stesso sesso.

Nonostante ciò, nel Paese sudamericano si registra in media l’uccisione di un gay ogni due giorni e gli episodi di omofobia sono molto frequenti.

Reis ha annunciato di aver presentato regolare domanda di pensione di invalidità al Ministro della Previdenza Sociale, Garibaldi Alves, e al Ministro della Salute, Alexandre Padilha, per “omosessualità”.

“E’ una richiesta retroattiva”, ha ironizzato l’Attivista per i diritti degli omosessuali.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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