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Bomba su Nunziatura Damasco

Edizione del: 6 novembre 2013

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, ha confermato che nelle prime ore di ieri, martedì 5 novembre, un colpo di mortaio ha colpito la Sede della Nunziatura Apostolica a Damasco, nel quartiere centrale di Malki, in Siria.

Dato che l’esplosione non ha provocato feriti, né gravi danni materiali, la Nunziatura è rimasta aperta al pubblico.

Il Nunzio Apostolico, Arcivescovo Mario Zenari, ha precisato che i danni sono stati limitati, non ci sono stati feriti, poiché il colpo di mortaio è caduto alle 6:35, quando gli impiegati della Nunziatura non erano ancora arrivati al lavoro.

Il Nunzio ha aggiunto che queste cose capitano giornalmente in Siria: “sabato 2 novembre - ha segnalato l’Arcivescovo Zenari – 3 colpi di mortaio hanno danneggiato il tetto del Convento dei Padri Francescani ad Aleppo, senza provocare vittime. Nelle ultime settimane, in altre zone della Damasco vecchia, sono caduti questi rockets, e attorno alla Nunziatura, anche altre volte, colpi di mortaio hanno provocato la fuga delle persone che abitano nei pressi, soprattutto bambini”.

Il Presule ha invitato la Comunità Internazionale e le parti in conflitto a raddoppiare gli sforzi per porre fine al conflitto in Siria.

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, commenta che in Siria “si vive in una situazione di rischio. Non si può certo dire che la vita sia tranquilla a Damasco in questo momento”.

“La gente sta soffrendo, sta morendo ogni giorno, sta lasciando i propri villaggi, le case distrutte quotidianamente, ci sono rifugiati e sfollati ogni giorno. E’ chiaro che c’è preoccupazione: si vive in un luogo di guerra, e oggi è andata bene perché non è morto nessuno”.

Non ha alcuna intenzione di lasciare la Siria il Nunzio Apostolico di Damasco Mario Zenari, anche dopo l’attacco.

“Rappresentiamo il Papa in Siria e non lasceremo il Paese”, dichiara al telefono.

“Se dovessero continuare attacchi come quello di oggi, al massimo ci sposteremo in un altro quartiere”, spiega.

Anche perché la zona dove si trova la Nunziatura a Damasco è “una zona sensibile”, spiega, dove “da marzo sono caduti tra gli 8 e i 10 razzi vicino alla Nunziatura, a una distanza di 150-200 metri”.

Quello di martedì mattina, però, “è il primo razzo che colpisce la Nunziatura”.

Tanto che “il vice Ministro degli Esteri, siriano Faysal Al-Mikdad, è venuto subito a portarci la sua solidarietà e quella del Presidente” Bashar al-Assad, dice Zenari.

In merito alla provenienza del razzo, il Nunzio Apostolico non si sbilancia.

“Sono molto cauto. Posso solo accertare quello che è avvenuto, ma non posso dire se si sia trattato di un attacco mirato, di una strategia precisa o di un errore – spiega – Non mi azzardo a cercare di individuare da che parte provenisse”.

Di questo, afferma, si occuperà la “Polizia militare, che è entrata in Nunziatura per condurre le indagini e spiegherà da che distanza e da qualche direzione provenisse il razzo”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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