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Bomba a Castel Gandolfo

Edizione del: 15 settembre 2013

Gli Artificieri dell’Esercito hanno concluso, a Castel Gandolfo, la bonifica di una bomba di 130 chili, di fabbricazione inglese, e di una di 100 chilogrammi, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Per le operazioni di bonifica è stato evacuato il Palazzo Papale e interdetto il traffico aereo e ferroviario.

Oltre 400 le persone complessivamente evacuate.

L’intervento, eseguito dagli specialisti del VI Reggimento Genio Pionieri di Roma, si è svolto in 2 fasi.

Nella prima, la più delicata, gli Artificieri hanno estratto manualmente la spoletta, nella seconda, gli ordigni sono stati trasportati in una cava nel comune di Ciampino, dove sono stati fatti brillare.

Nello stesso tratto di lago, nei giorni scorsi, a pochi passi da Castel Gandolfo, gli Artificieri dell’Esercito avevano portato a termine un’altra ingente operazione di bonifica.

Oltre 4mila ordigni – tra i quali 2300 bombe a mano e 300 da mortaio – erano emersi in superficie a causa dell’abbassamento delle acque, proprio a ridosso delle aree frequentate dai turisti.

Gli Artificieri dell’Esercito, dal 2000 al 2012, hanno effettuato circa 34.907 interventi di bonifica di residuati bellici sul territorio nazionale.

L’Esercito è l’unica Forza Armata preposta alla formazione degli Artificieri di tutte le forze di polizia, forze armate e corpi dello Stato.

Per le capacità tecniche del personale e dei mezzi in dotazione, fornisce quotidianamente il proprio contributo per interventi di pubblica utilità e per la tutela dell’ambiente.

Nel solo 2012, i nuclei Eod, Explosive ordnance disposal, dei reparti Genio dell’Esercito hanno eseguito circa 2.400 interventi specialistici per la bonifica di ordigni esplosivi.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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