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BO: tentata estorsione Curia

Edizione del: 11 luglio 2013

Ci sono alcuni indagati nell’inchiesta per tentata estorsione ai danni della Curia di Bologna, nell’ambito del contenzioso per l’eredità della multinazionale Faac, lasciata all’Arcidiocesi bolognese dallo scomparso Michelangelo Manini.

Ci sarebbero 4 indagati tra Avvocati, mediatori per conto di alcuni parenti di Manini, e alcuni degli stessi familiari; la circostanza, non il numero, viene confermata in ambienti investigativi.

Mentre è in atto anche una causa civile, la Procura ha aperto tre fascicoli: il primo per falso per capire se i testamenti sono autentici, il secondo per tentato furto e violazione di domicilio dopo la misteriosa intrusione nello studio dell’Avvocato Moschetti, designato dalla Curia Presidente Faac; il terzo per tentata estorsione: alcuni emissari dei parenti avrebbero, secondo l’accusa, minacciato di far proseguire la causa civile al solo fine di danneggiare economicamente l’azienda, rendendola incapace di operare con tempestività sul mercato.

Per evitare tutto ciò, gli emissari avrebbero prima fatto pressioni poi, visto il “no” del Cardinale Carlo Caffarra, avrebbero proposto un accordo redatto su un foglio e consegnato all’Arcivescovo da un alto Prelato del Vaticano, a Roma.

Anche in questo caso sarebbe arrivato un rifiuto.

L’inchiesta per tentata estorsione nasce da un esposto presentato dalla Curia, rappresentata dall’Avvocato Filippo Sgubbi, alcune settimane fa, nel quale, a quanto si apprende, si fa riferimento ad una serie di contatti attraverso i quali alcuni parenti di Manini hanno rappresentato all’Arcidiocesi una possibile transazione che avrebbe concluso il lungo iter civile.

L’ipotesi investigativa della tentata estorsione si basa su un possibile “metus reverenziale” di fronte ad un intervento di un alto Esponente Vaticano, come il Cardinale Giuseppe Versaldi, Presidente della Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede, che risulta essersi inserito nella vicenda.

La differenza tra l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni e la tentata estorsione sta proprio nell’intervento di una entità diversa, in questo caso il Vaticano, rispetto a quella che amministra il bene, cioè la diocesi di Bologna, sul quale la Santa Sede non ha potere dispositivo né di amministrazione.

A questo punto non è escluso che lo stesso Versaldi possa essere sentito nell’ambito dell’inchiesta affidata al Procuratore Aggiunto Valter Giovannini e al Pm Massimiliano Rossi.

Così come non è escluso che venga sentito anche il Cardinale Arcivescovo di Bologna, Caffarra, con una modalità congrua.

Da ambienti investigativi si apprende che questa audizione non è imminente.


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