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BO: Marti nuovo Direttore Caritas

Edizione del: 28 ottobre 2013

Cambio al Vertice della Caritas di Bologna, dove, dopo 8 anni, Paolo Mengoli lascia l’incarico di Direttore, sostituito da Mario Marti, Diacono Permanente in servizio alla parrocchia di Sant’Antonio da Padova alla Dozza.

L’annuncio, inaspettato ai più, persino agli stessi Mengoli e Marti, è stato dato sabato scorso dal Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna, che un po’ a sorpresa si è presentato al 23mo Convegno della Caritas diocesana per aprire i lavori.

Il Cardinale “ha accolto la reiterata richiesta di Paolo Mengoli di essere sollevato dal compito di Direttore della Caritas diocesana, al quale si è dedicato per 8 anni con dedizione instancabile, concretezza di azione, generosità d’animo, profondo senso Ecclesiale”.

Lo stesso Mengoli conferma.

“Da tempo, almeno 1 anno – ha detto Mengoli - chiedevo al Cardinale di essere sostituito, perché dopo tanti anni era giusto un ricambio. E questa mattina è venuto ad annunciare che non sono più il Direttore della Caritas”.

Da oggi, dunque, “ritorno a essere un soldato semplice, in trincea”, afferma Mengoli, che conserva comunque il ruolo di Responsabile del Segretariato Sociale “Giorgio La Pira”, Sezione della Confraternita della Misericordia di Bologna.

Dal canto suo, Marti ammette tutto il timore e la delicatezza dell’incarico.

“E’ una nomina impegnativa, che mi ha fatto anche un po’ di paura all’inizio – confessa il nuovo Direttore della Caritas – è stata una nomina inattesa: me l’ha chiesto Monsignor Allori, Vicario diocesano per la carità, e mi ha dato un giorno per pensarci”.

Marti viene dalle prime linee: è da tempo Consigliere della Fondazione San Petronio e per tanti anni ha lavorato alla Mensa della Caritas.

Segno dei tempi: alle Mense della Caritas di Bologna gli italiani sono tornati a essere la maggioranza, come 20 o 30 anni fa.

Il rapporto, in pochi anni, si è invertito: se fino a poco tempo fa, le presenze in Mensa erano 65% stranieri e 35% italiani, oggi si conta il 60% di italiani e il 40% di persone che vengono da altri Paesi.

Ma preoccupa anche il costante abbassamento dell’età: chi chiede un pasto alla Caritas oggi ha in media 45 anni.

Sono i dati forniti da Paolo Santini, Direttore della Mensa della Fraternità, nel corso del  convegno.

In via Santa Caterina nel 2012 sono stati distribuiti 65.575 pasti, circa 180 al giorno, tutti i giorni, festività incluse, “grazie agli oltre 180 volontari impegnati, in maggioranza giovani e giovanissimi”, spiega Santini.

Per quanto riguarda il 2013, i primi dati testimoniano un aumento di richieste.

“A settembre abbiamo registrato una media di presenze giornaliere quest’anno di 190 persone”, sottolinea Santini.

Nel centro di via Santa Caterina è disponibile anche il servizio docce, compreso di cambio completo di biancheria intima, che l’anno scorso ha ricevuto circa 3.000 richieste.

Alla Caritas diocesana si affiancano poi le Mense parrocchiali, che nel 2012 hanno distribuito circa 27.000 pasti, anche in questo caso, “soprattutto a persone e famiglie italiane”, e la Tavola della Solidarietà al Dormitorio Comunale di via Sabatucci, che nel 2012 ha dato circa 18.700 pasti.

Infine, c’è l’iniziativa benefica avviata da un paio d’anni dai ristoratori dell’Ascom, una ventina, che nel 2012 hanno distribuito 12.000 alle famiglie bisognose attraverso la Confraternita della Misericordia.

Monsignor Antonio Allori, Vicario Episcopale per la Carità e la Cooperazione Missionaria, definisce così la maggior presenza di italiani che si rivolgono alle Mense: “Mi ricorda un po’ quando facevo servizio negli anni ‘80 in strada Maggiore – afferma il Vicario – avevamo solo italiani, perché gli stranieri erano molto pochi. Poi, col tempo, sono aumentati gli extracomunitari e sono diminuiti gli italiani. Oggi il rapporto si è di nuovo invertito”.

“La Caritas di Bologna, spiega ancora - mette in campo una rete di attenzione spesso nascosta, ma molto diffusa: è attenta all’uomo che vive qui, a chi viene da fuori e anche alle realtà più povere del resto del mondo che vengono aiutate tramite le Missioni”.

“E’ naturale che la Caritas non copra tutte le esigenze – aggiunge il Vicario – non deve venire incontro a tutti, ma dare un segno. Anche Gesù non guarisce tutti i malati, ma solo alcuni, per indicare un segno e una prospettiva” verso cui tutti devono impegnarsi.

Monsignor Allori ammette comunque la “grande difficoltà in generale” che si vede anche sotto le Due torri a causa della crisi.

“Da una situazione tradizionale di povertà, l’emergenza si è estesa a tante categorie di persone che prima vivevano tranquille perché avevano una casa e un lavoro – spiega don Allori – abbiamo famiglie che devono affrontare l’inverno senza luce né gas perché non hanno i soldi. E il 40% dei giovani che è senza lavoro è un altro segno di questa febbre” che attanaglia la società italiana e anche la comunità bolognese.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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