Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

BO: Curia scomunica Opera S. Michele Arcangelo

Edizione del: 26 marzo 2014

Vescovo Vecchi e Mons. SilvagniMonsignor Giovanni Silvagni, Vicario Generale della diocesi di Bologna, in una nota pubblicata dal settimanale diocesano Bologna Sette, chiarisce che “l’Opera di San Michele Arcangelo è al di fuori della Chiesa Cattolica. Fanno missioni, momenti di preghiera e riti, ma questo non basta per essere Cattolici”.

“Il nostro unico obiettivo è mettere in guardia i fedeli— aggiunge Mons. Silvagni —. Quelli che sono dentro l’Opera non sono sacerdoti Cattolici. Se sono sacerdoti sono stati ordinati da Vescovi non Cattolici”.

La distinzione è importante “per far capire a chi va lì, fa donazioni o partecipa ai riti, che quelle persone non sono in comunione con la Chiesa Cattolica”.

La Curia è intervenuta sulla questione a seguito di alcune segnalazioni e richieste di chiarimenti sull’attività che l’Opera San Michele Arcangelo svolge.

Il sito web della comunità, che opera a livello nazionale ma ha sede nella città in via de‘ Monari, proclama obbedienza e sottomissione a Papa Francesco e spiega che chi ne fa parte è impegnato in opere di assistenza agli anziani e missioni all’estero.

“I sedicenti padri o preti o diaconi dell’Aggregazione — dice il Vicario Generale — non sono riconosciuti dalla Chiesa Cattolica e sono inabili a porre qualsiasi azione Sacra. Se davvero volessero obbedire al Papa o ai Vescovi smetterebbero immediatamente di presentarsi per quello che non sono e di fare ciò che a loro non compete. Il signor Gennaro Senatore, che si presenta come Padre Michel Upmann, Superiore Generale dell’Opera, risulta scomunicato e utilizza indebitamente Titoli Ecclesiastici e abiti clericali”.

La presa di posizione della Curia è molto dura e invita “i fedeli e i Pastori a vigilare” perché “l’autenticità della fede e della vita ecclesiale non sia inquinata da maestri che si fanno da sé. Quanto in questa esperienza sia da addebitare a ignoranza delle più elementari nozioni di vita ecclesiale, ingenuità o malafede non è facile da valutare, ma noi vogliamo tutelare le persone che — conclude Silvagni — hanno diritto a chiarezza e trasparenza”.


Autore: 

You must be logged in to post a comment Login