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Birmania: bomba contro monaco

Edizione del: 30 luglio 2013

Cinque persone sono rimaste lievemente ferite a Mandalay, nord della Birmania, nell’esplosione di un ordigno avvenuta durante un sermone del Monaco Wirathu, il Leader di un Movimento Buddista radicale ritenuto da molti l’ispirazione del crescente nazionalismo anti-Musulmano nel Paese.

Wirathu, recentemente definito “il volto del terrore Buddista” dalla rivista Time, è rimasto illeso nonostante si trovasse a una decina di metri dal luogo dello scoppio, avvenuto all’interno di un’automobile parcheggiata.

In mancanza di una rivendicazione, domenica mattina il Monaco ha interpretato l’esplosione come un tentativo di “farmi stare zitto”, attribuendolo alla “minoranza citata da Time”, ossia a quella Musulmana che rappresenta almeno il 4% della popolazione.

Nell’ultimo anno, una serie di violenze settarie ha causato oltre 200 morti e 140 mila sfollati nel Paese, in grandissima parte Musulmani.

Nel contempo si è diffusa con velocità sorprendente la propaganda del “969”, il Movimento che propone il boicottaggio delle attività economiche gestite da Musulmani, di cui la maggioranza Buddista teme la crescita demografica.

Il logo del gruppo guidato da Wirathu è ormai in bella vista in migliaia di negozi, ristoranti, taxi del Paese.

Se diversi Osservatori stranieri hanno denunciato preoccupati l’ascesa del “969”, sottolineando il rischio che il nazionalismo deragli il processo di riforme politiche, il Governo di Thein Sein si è schierato a difesa di Wirathu, definendolo “un figlio del Buddha” e accusando i critici di turbare l’armonia tra le religioni in Birmania.

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