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Bimbo al Papa: sarò il tuo Successore

Edizione del: 25 giugno 2013

“Lo sai che da grande farò il tuo Successore?”, lo ha detto Alessandro, 10 anni, di origini Rom, abitante a Bologna, a Papa Francesco.

 “Ah sì? Intanto prega per me!”, è stata la risposta di Bergoglio.

E ancora “Due mesi fa mi sono fatto battezzare con il tuo nome, ora anche io mi chiamo Francesco”. 

“Che bello!”.

Clima festoso e familiare tra scambi di battute, abbracci calorosi e gesti di affetto tra il Papa e i giovanissimi del “Treno dei bambini”, l’iniziativa con cui il Pontificio Consiglio della Cultura ha portato domenica in Vaticano oltre 250 bimbi tra i 6 e i 10 anni, segnati da esperienze di difficile inserimento nella società e con problematiche psico-sociali, quasi tutti provenienti da case famiglia e partiti domenica mattina presto da Milano, Bologna e Firenze a bordo di un Frecciargento messo a disposizione dalle Ferrovie dello Stato.

Informato del progetto nei giorni scorsi, il Papa ha dato subito la sua benedizione a che ci fosse un momento specifico dedicato ai più piccoli.

“Se è per i bambini, facciamolo!”, ha detto al Cardinale Ravasi.

Dopo l’Angelus, quando il convoglio Fs di sette carrozze ha fatto il suo arrivo alla stazione della Città del Vaticano trainato da un locomotore diesel, Francesco ha dimostrato tutta la sua attenzione verso i più piccoli andando ad accoglierli di persona.

“Vi saluto tutti, benvenuti!”, ha esordito subito circondato da una folla esultante.

I bambini hanno fatto a gara per abbracciarlo, salutarlo, baciarlo, rivolgergli qualche veloce confidenza.

E Papa Bergoglio non si è risparmiato. Ha accolto con un sorriso largo il mazzo di fiori di camomille che gli è stato offerto da una bimba a nome di tutti, ha preso in consegna i numerosissimi disegni che gli sono stati portati in regalo, ha lasciato che un’altra bambina gli infilasse al collo il bagde dell’incontro e, con la sua ormai consueta informalità, non ha esitato nemmeno a chinarsi per terra a raccogliere un cappellino caduto dalla testa di una ragazzina.

Poi ha avviato con i piccoli un dialogo semplice e familiare, quasi come un nonno con i propri nipoti.

“Grazie della visita, – ha detto – sono contento. E voi siete contenti?”, “a che ora siete partiti?”, “è stato lungo il viaggio? Noioso?”, “qual è il vostro programma dopo?”.

E ancora, nello spiazzo della stazione battuto dal sole, ha aggiunto: “Vi auguro una bella giornata, sarà un pò calda. Non avete paura del caldo voi?”.

“Per venire da te no!”, ha risposto pronto un bimbo improvvisamente spuntato tra la folla.

“Questi bambini – ha spiegato il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il Cardinale Gianfranco Ravasi, promotore del Cortile dei Bambini, l’ambito del Cortile dei Gentili in cui si è sviluppata l’iniziativa di domenica -, hanno tutti storie complicatissime alle spalle ma l’amarezza di fondo di cui forse non sono consapevoli è stata superata dalla loro giovinezza e dalla bellezza. Infatti, sono arrivati fin qui compiendo un lungo cammino che gli ha consentito di visitare le Cattedrali della loro città. Poi sono saliti sul treno, e molti non lo avevano mai fatto, per un’esperienza di viaggio e di incontro”.

“Il Papa, accogliendoli – ha aggiunto – ripete l’esperienza del Vangelo quando c’è Gesù circondato dai bambini e là ci sono anche i Discepoli che invece sgridano i bambini”.

I giovani che hanno partecipato sono credenti e non credenti, “qualcuno non era nemmeno mai stato in una chiesa”, ha ricordato Ravasi, “ma nell’insieme è stata una grande esperienza di comunità attorno a questo elemento simbolico che è il Papa, il cui entusiasmo per l’iniziativa ha permesso di superare tutte le difficoltà pratiche”.

Un treno che “sbarchi” alla stazione del Vaticano non è infatti cosa da tutti i giorni.

Una stazione che ha 80 anni, ma non li dimostra, anche perché è stata utilizzata pochissime volte.

Dai Papi, addirittura soltanto per quattro viaggi, compreso un piccolo spostamento all’interno di Roma.

La Stazione Vaticana fu inaugurata infatti nel 1933, quattro anni dopo l’inizio dei lavori della sua costruzione il 3 aprile 1929.

E passò dalle Ferrovie dello Stato alla Città del Vaticano l’anno successivo, il 2 ottobre del 1934.

La prima occasione speciale per l’utilizzo dello scalo ferroviario Vaticano fu rappresentata l’11 aprile del 1959 dalla traslazione a Venezia della salma di Papa Pio X.

Il primo Pontefice a utilizzare la stazione fu Giovanni XXIII il 4 ottobre 1962 per il suo Pellegrinaggio a Loreto e ad Assisi: partì dal Vaticano per il Santuario Mariano e tornò dalla città di San Francesco, sempre a bordo del treno Presidenziale italiano messo a sua disposizione dal Quirinale. Ben 17 anni dopo, fu Giovanni Paolo II a usufruire della Stazione Vaticana, l’8 novembre del 1979 per il breve tragitto fino allo scalo smistamento delle Fs al Salario, passando per le stazioni di Roma San Pietro, Trastevere e Termini.

Sempre Karol Wojtyla, il 24 gennaio 2002, partì dallo scalo Vaticano per raggiungere Assisi, in occasione della Giornata di Preghiera Comune per la Pace nel Mondo assieme ai Rappresentanti delle altre Religioni, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Infine, il 27 ottobre del 2011, è stata la volta di Benedetto XVI partire dalla Stazione Vaticana, anche lui per recarsi ad Assisi. Fra i pochi altri viaggi non “ufficiali”, va segnalato poi il treno per i malati organizzato dall’Unitalsi, l’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e ai Santuari Internazionali.

La Stazione Vaticana, che non è aperta al pubblico, si trova nelle immediate vicinanze dello scalo di Roma San Pietro cui è collegata attraverso una galleria.

La linea è elettrificata soltanto nel tratto italiano, mentre per l’ingresso nel tratto Vaticano è necessario ricorrere al traino di un locomotore diesel.

Il progetto è stato firmato dall’Ingegnere Giuseppe Momo, l’Architetto di fiducia di Papa Pio XI, che nel 1929 fu incaricato della costruzione della Stazione Vaticana.

L’esterno bianco è tutto rivestito in travertino e gli interni presentano decori in marmo.

L’edificio, che ha una piccola pensilina, è sormontato dallo stemma Papale di Pio XI, sorretto da due figure allegoriche che rappresentano il Pensiero e l’Azione.

Sono inseriti anche due bassorilievi: uno raffigurante la pesca miracolosa di San Pietro, l’altro un carro di fuoco con il Profeta Elia.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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