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Bangladesh: Minoranze tra paura e violenza

Edizione del: 16 gennaio 2014

Continuano a temere le Minoranze Religiose del Bangladesh, come testimoniano i racconti raccolti  da Aiuto alla Chiesa che Soffre, che rivelano come in seguito alle consultazioni del 5 gennaio in alcune aree del paese la situazione sia ancora tesa.

Anche le Minoranze Religiose, in particolar modo quella Indù, hanno subito attacchi da parte dei Fondamentalisti che hanno minacciato di morte chiunque non avesse disertato le votazioni.

“Durante il periodo natalizio abbiamo vissuto giorni terribili – racconta ad ACS un fedele della diocesi di Dinajpur che per ragioni di sicurezza ha preferito rimanere anonimo – Per noi Cristiani il Natale dovrebbe essere un momento di immensa gioia e invece in troppi hanno dovuto rinunciare alle celebrazioni”.

Le strade bloccate e gli attentati hanno impedito a catechisti e sacerdoti di raggiungere i fedeli nei diversi villaggi.

“Perfino muoversi all’interno della stessa città era di fatto impossibile. Tantissimi non-Musulmani sono stati picchiati a sangue e le loro case saccheggiate e distrutte”.

La diocesi di Dinajpur, nel Bangladesh nord-occidentale, è tra le aree che destano maggiore preoccupazione.

Nei mesi scorsi si sono verificati numerosi attacchi ai danni della comunità Cristiana, inclusa l’irruzione di alcuni Fondamentalisti nel Seminario Interdiocesano “Jisu Dhyana Niloy”.

Il 7 gennaio è stato dato alle fiamme un villaggio Cristiano. Tante persone, inclusi alcuni miei familiari, sono state duramente picchiate dagli Estremisti.

Secondo le ultime stime, il bilancio degli scontri avvenuti durante le elezioni sarebbe di almeno 21 morti ed oltre 300 feriti.

Fortunatamente non tutto il paese è stato interessato da violenze di tale entità.

Un sacerdote che vive a Dacca, riferisce ad ACS che, grazie ad un considerevole impiego delle forze di polizia, nella capitale il clima è rimasto piuttosto tranquillo.

“La chiesa in cui ho celebrato la Messa di Natale, in un villaggio a 30 chilometri da Dacca, era sorvegliata da ben 10 agenti”.


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