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Bahai su uccisione correligionario

Edizione del: 3 settembre 2013

Un uomo di religione Bahai, considerata eretica dal Regime iraniano, è stato ucciso nel sud del Paese, “a causa delle sue credenze religiose”, secondo quanto denuncia la Comunità Mondiale dei Bahai.

In una nota l’Organizzazione afferma che la vittima, Ataollah Rezvani, è stato assassinato con un proiettile alla nuca e il suo corpo è stato ritrovato nella sua automobile nei pressi della stazione ferroviaria alla periferia di Bandar Abbas, la città nella quale abitava con la famiglia.

Dalle informazioni giunte alla Comunità Mondiale dei Bahai, sembra che i suoi aggressori lo abbiano costretto ad andare con la vettura in quel luogo.

Rezvani, già espulso dall’Università, dove studiava ingegneria, lavorava in un’azienda per la purificazione dell’acqua, ma recentemente era stato licenziato a causa, sottolinea ancora la comunità Bahai, “delle pressioni e delle minacce di agenti del Ministero dei Servizi Segreti”.

Gli stessi agenti, stavano facendo “pressioni su di lui per indurlo a lasciare la città”.

Negli ultimi tempi l’uomo aveva ricevuto telefonate minatorie anonime.

I Bahai – 7 milioni nel mondo e 300mila nella Repubblica Islamica – sono seguaci del Profeta Baha Ullah, vissuto nel XIX secolo e propugnatore di una riforma dell’Islam con forti venature di tolleranza, pacifismo, rispetto delle altre religioni e riconoscimento dei diritti delle donne.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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