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Bagnasco non aprirà l’Assemblea della Cei

Edizione del: 19 marzo 2014

Papa Francesco e Cardinale BagnascoSecondo alcune indiscrezioni sembra che sarà il Papa in persona a tenere la Prolusione di apertura dell’annuale Assemblea Generale della Cei in programma dal 19 al 23 maggio prossimi in Vaticano.

Un intervento che è sempre stato svolto dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e il Papa, in qualità di Vescovo di Roma e Primate della Penisola, è sempre stato invitato soltanto a intervenire nel corso dei lavori .

Ma Bergoglio, dopo aver “delegittimato” più volte Bagnasco, ha deciso di sovvertire completamente la tradizione e di aprire i lavori della prossima Assemblea della Cei.

Una decisione senza precedenti che arriva al culmine di una guerra aperta tra il Papa e l’Arcivescovo di Genova,  sostenitore nel Conclave di 1 anno fa della candidatura al Soglio di Pietro del Cardinale di Milano Angelo Scola.

Per prima cosa il Papa ha escluso l’Arcivescovo di Genova dalla Congregazione per i Vescovi che regola le nomine Episcopali sostituendolo con il più anziano per elezione dei 3 vice-Presidenti della Cei, l’Arcivescovo di Perugia, il neo Cardinale Gualtiero Bassetti.

Mai un Presidente della Conferenza Episcopale Italiana non aveva fatto parte della Congregazione per i Vescovi.

Non solo: come Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana ad interim ha scelto il Vescovo di Cassano allo Jonio, Nunzio Galantino, che aveva ottenuto una sola preferenza dai Confratelli del Consiglio Episcopale Permanente e che era ultimo nella terna presentata da Bagnasco al Papa.

Galantino, che Bergoglio riceve in Udienza Privata con frequenza elevata, è il braccio di Francesco nella Cei e ha la missione di concretizzare entro maggio le modifiche statutarie volute insistentemente dal Papa, ma che sta incontrando notevoli opposizioni da parte dell’Episcopato vicino all’Arcivescovo di Genova.

Alla vigilia della sessione invernale del parlamentino della Cei, il Consiglio Episcopale Permanente che doveva sancire l’elezione diretta del Presidente e del Segretario della Cei, così come voluto da Bergoglio, il Papa, rompendo una tradizione consolidata, non ha ricevuto in udienza Bagnasco e, raccontano i bene informati, la sua Prolusione è stata passata più volte controllata dalla Segreteria di Stato Vaticana.

“Come Pastori, che avvertono il rapporto ‘speciale e unico’ che ci unisce al Vescovo di Roma, – ha scritto Bagnasco sul quotiano della Cei,  Avvenire – gli rinnoviamo la nostra totale e cordiale disponibilità: come ho già affermato lo scorso marzo, ‘il nostro cuore desidera pulsare con il cuore di Papa Francesco’. Questa sintonia è motivo di impegno a lasciare i piccoli porti dell’autoreferenzialità per innovare la nostra Pastorale nella linea di maggiore essenzialità e partecipazione e di una sempre più piena dedizione educativa. Per questo – ha concluso Bagnasco – ci sentiamo i primi destinatari degli appelli del Santo Padre a quella Santificazione personale che rimane la condizione per quella delle nostre Comunità Ecclesiali”.

Per il momento però tutti gli occhi sono puntati sulla sessione primaverile del Consiglio Episcopale Permanente che si terrà dal 24 al 27 marzo prossimi, per vedere cosa accadrà.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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